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XVII Premio Internazionale Navarro

Ogni poesia nasce da una domanda. Poi diventa sensazione. Infine emozione. Alcune restano dentro di noi. Altre trovano voce. “Un giorno la Poesia salverà il Mondo” nasce da questo viaggio: da ciò che abita l’interiorità dell’uomo fino all’immensità del cosmo. Un percorso che mi ha portato a ricevere un riconoscimento che porterò con gratitudine: il 2° Premio ex aequo – Silloge Inedita al XVII Premio Internazionale Navarro , assegnato lo scorso 22 maggio a Sambuca di Sicilia. Ricordo bene quel viaggio in auto. La consapevolezza di essere tra i finalisti era già un’emozione intensa. Poi l’attesa. I nomi annunciati. E infine il mio. Secondo classificato. Un momento che custodirò a lungo. Non come un traguardo, ma come una tappa. Una conferma silenziosa che il percorso intrapreso merita di essere continuato. Da oggi questo libro è online. E, in qualche modo, non appartiene più soltanto a me. Se queste poesie sapranno raggiungere qualcuno, accendere una domanda o lasciare un’emozione, allor...

Vulnerabile

Vulnerabile sei,

quando il mondo bussa 

e tu senza chiedere, 

apri la porta.


La sensibilità,

nell'attimo,

ti veste la pelle,

e avverti sul viso

la prima goccia d’acqua,

prima che cominci a piovere.

Prima che diviene tempesta.


Ti bagna,

ti investe,

ti avvolge

senza riparo.


Come naufraga,

ti trovi immersa

nel mare della vita.


Comprendi quindi 

che sei viva,

poiché senti,

perché vibri.


Solamente dopo,

quando si desta il tuo buio,

richiudi la porta

e domani, forse, la aprirai.

Di nuovo.

Magari.



Vulnerabilità come condizione umana

La filosofia ha spesso visto la vulnerabilità non come un difetto, ma come la cifra essenziale dell’esistenza.  

- Heidegger parlava dell’“essere-gettato” nel mondo: non scegliamo le condizioni di partenza, siamo esposti.  

- Levinas sottolineava che l’apertura all’altro nasce proprio dalla nostra fragilità: il volto dell’altro ci interpella, ci rende responsabili.  

- Simone Weil vedeva nella vulnerabilità la possibilità di grazia: solo chi è indifeso può davvero accogliere.  

L’apertura come atto di coraggio

Aprire la porta significa accettare il rischio. La pioggia che ci investe è la vita stessa, con la sua imprevedibilità. Non possiamo controllarla, ma possiamo scegliere di non chiuderci. La vulnerabilità diventa allora coraggio dell’esposizione: un atto che ci rende vivi, perché ci permette di sentire.  

La dialettica tra apertura e chiusura

Il gesto finale — richiudere la porta — non è una negazione, ma un ritmo. La vita alterna momenti di esposizione e momenti di protezione. La filosofia stoica, ad esempio, insegnava a coltivare la propria interiorità come rifugio, ma senza rinunciare al contatto con il mondo. È in questa oscillazione che si costruisce la nostra libertà: scegliere quando aprire e quando custodire.  

Essere vivi significa essere vulnerabili

Questa poesia suggerisce che la vera vitalità non sta nella difesa, ma nella disponibilità a lasciarsi toccare. La vulnerabilità non è debolezza, ma condizione di possibilità dell’esperienza. Senza di essa, non ci sarebbe né gioia né dolore, né incontro né trasformazione.  

La vulnerabilità è la porta che ci collega al mondo. Non possiamo aprirla sempre, ma ogni volta che lo facciamo, ci ricordiamo che siamo vivi. 





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