Ci sono parole che hanno un destinatario preciso e poi ce ne sono altre. Quelle che vorremmo dire, ma non sappiamo a chi. Quelle rimaste troppo a lungo dentro. Un pensiero arrivato nel cuore della notte, un ricordo, una paura, una speranza. Qualcosa che forse non abbiamo mai raccontato a nessuno o che, semplicemente, vorremmo lasciare andare. È da questa idea che, qualche mese fa, è nato Affidalo al Mare . All'inizio era poco più di un'immagine. Una spiaggia deserta. Una bottiglia. Un foglio bianco. Qualcosa da scrivere. E una domanda: cosa accadrebbe se potessimo affidare quelle parole al caso? Da un'idea a un luogo Da quella domanda è nata una web app. Affidalo al Mare è uno spazio anonimo nel quale un Navigante può scrivere un pensiero e affidarlo simbolicamente a una bottiglia. Da quel momento non decide più dove andrà. Lo decide il Mare . La bottiglia raggiungerà casualmente un altro Navigante: uno sconosciuto che non conoscerà il nome di chi ha scritto,...
Qualche giorno fa mi trovavo disteso sul mio SUP, lasciandomi cullare dal mare. Sopra di me, tre nuvole scorrevano nel cielo come se si rincorressero. Una raggiungeva l'altra, per un istante si confondevano, poi tornavano a separarsi. Si allungavano, si sovrapponevano, cambiavano forma. Sembravano carte nelle mani di un prestigiatore. Le mescolava il vento. Le guardavo cercando di seguirne i movimenti, quasi volessi capire quale sarebbe finita davanti, quale sarebbe scomparsa dietro le altre, quale forma avrebbero assunto un istante dopo. Poi ho pensato alla scrittura. Forse un narratore dovrebbe saper fare esattamente questo. Prendere gli elementi di una storia, mostrarli al lettore, mescolarli davanti ai suoi occhi e lasciargli credere, per un momento, di aver capito il trucco. Perché il prestigiatore non vince quando nasconde una carta ma quando ti convince di sapere dove si trova. Il lettore non legge soltanto. Prevede. Quando leggiamo una storia, facciamo qualcosa di molto più...