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La Primavera fuori. E dentro?

La primavera è arrivata e si sente nell'aria che cambia, nella luce che finalmente torna a farsi vedere e nelle giornate che non finiscono più. Eppure, nonostante fuori tutto sembri rigenerarsi, capita di sentirsi bloccati nelle solite abitudini, con gli stessi pensieri e quella stanchezza che non se ne va. Ci piace raccontarci che basti un cambio di stagione per svoltare, che il calore del sole o un po' di colore in giro siano la cura a tutto, ma la realtà è un po' meno poetica di così. La verità è che la primavera non riesce a entrarti dentro se non decidi di farle spazio, e noi, di spazio, non ne lasciamo proprio più. Siamo costantemente sommersi dalle notifiche, dal rumore e da mille piccole cose inutili che però ci sembrano tutte urgentissime. Il risultato è un contrasto strano: fuori fiorisce ogni cosa, mentre dentro di noi tutto resta fermo. Stare bene non è un processo automatico che scatta solo perché abbiamo girato la pagina del calendario. Succede piuttosto quand...
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Verso il Salone del Libro 2026 (atto I)

  In questa nuova serie racconterò quello che di solito resta fuori dalle foto e dai post. Le sensazioni. I pensieri. Le paure. Le aspettative. Tutto quello che succede prima, durante e dopo il Salone del Libro di Torino 2026 . Non sarà solo un racconto di eventi, ma di momenti. Di ciò che si vede… e di ciò che si sente. Perché a volte il viaggio più interessante non è quello che fai, ma quello che ti succede mentre lo vivi. Hotel prenotato. Volo prenotato. Ora non ci sono più scuse. Adesso inizia la parte interessante: tra call, organizzazione tavoli e gruppi WhatsApp , ci stiamo preparando alla grande. Tra poco si entra nel vivo. Non solo per esserci, ma per capire, osservare, parlare, ascoltare. Porterò con me storie, idee… e qualche curiosità. Di quelle che non trovi scritte nei libri. Vediamo cosa succede. Dalla serie Momo e Bea (che potete trovare nei miei canali Instagram  e  TikTok ) ho preso in prestito Momo , che mi farà da assistente in questa...

Nasce la serie “Momo e Bea”

A volte i pensieri fanno troppo rumore. Arrivano quando meno te lo aspetti: mentre lavori, mentre provi a concentrarti, mentre stai per addormentarti. Oppure nel cuore della notte. È da qui che nasce Momo e Bea, una piccola serie illustrata che racconta con leggerezza una cosa che tutti conosciamo molto bene: il dialogo continuo con i nostri pensieri. Solo che, in questa storia, i pensieri non restano nella testa. Prendono forma e diventano Momo .

Un Sabato qualunque?

  Il mito del giorno qualunque È un sabato mattina qualunque. Un attimo, fermiamoci su questa parola. Qualunque può davvero definirsi un termine appropriato? Esiste davvero un giorno che possa dirsi ordinario, banale, fotocopiato? I giorni dovrebbero essere considerati unici e non ripetibili, frammenti di tempo che non torneranno più nella stessa forma. Se accettiamo questa prospettiva, allora oggi non è affatto un sabato mattina qualunque, ma un sabato mattina vero . Sì, questa definizione suona decisamente meglio. Oggi è un sabato mattina unico . Un passo verso la luce In questo tempo ritrovato, sto lavorando alla mia prossima pubblicazione. Si tratta di una silloge poetica, una raccolta di liriche che ho scritto negli ultimi mesi. Il lavoro richiede cura, pazienza e un occhio critico, devo selezionarle attentamente perché siano in perfetta linea con il tema del futuro libro. Stavo per scrivere «Un giorno la Poesia...», ma mi fermo subito. Niente spoiler. Oggi resta un sabato ve...

La Luce del mio Buio

«È tempo di fare spazio e di riempire col vuoto la distanza che ci divide, cosi posso avvicinarmi a te alla velocità della luce.» disse Universo. «Tutto ciò non ha senso poiché se farai spazio, sarò destinata ad allontanarmi sempre più.» rispose Stella. «E io diventerò un orizzonte degli eventi», disse allora Universo, «così che nulla di ciò che emani possa più sfuggirmi». «Ma se diventi un orizzonte», sussurrò Stella, «io smetterò di brillare per gli altri e brillerò solo nel tuo buio, fino a spegnermi». «Esatto», concluse Universo, «finalmente non sarai più una luce nel vuoto che non scalda, ma la luce del mio buio che si infiamma in un attimo e diviene eterno».

Non sei qui per caso

  « Il futuro non appartiene a chi scrive libri, ma a chi custodisce il fuoco della narrazione e lo trasforma in luce per gli altri. » A te che mi leggi. Vorrei offrirti un luogo quieto, anche solo per qualche pagina. Accendere una luce, custodirla insieme, e camminare tra sentieri che forse non conosciamo ancora, ma che vale la pena esplorare. A te che mi leggi. Affacciati con me a questa finestra. Lascia che, pagina dopo pagina, prendano forma storie, città e destini e che per un momento il mondo fuori resti in silenzio. Sto creando, trasformando, modellando. Mi piacerebbe saperti qui, presente, con la curiosità accesa e il desiderio di scoprire ciò che ancora non ha forma. Allora vieni: il viaggio comincia adesso. Non sei qui per caso.

1:42

1:42 Tutti dormono. Non io. Non i miei pensieri. Si accendono alla fioca luce di un lume a forma di faro, acquistato a Lecce qualche anno fa. Ma poco importa. Fuori è cominciato a piovere. Sembrava sereno. Il suono della pioggia battente invade la camera e rompe i respiri. Piove forte. Poi ci sei tu che dormi, e forse sogni. Mi chiedo dove sia finito il resto del mondo. Il faro proietta ombre lunghe, stanche, immobili.  Forse sognare è solo un modo per mettersi al riparo, mentre io resto qui, a sentire il peso di ogni goccia che cade. C'è un pensiero specifico che mi tiene compagnia in questa luce debole, o è solo il rumore della pioggia a dettare il ritmo? È solo il vuoto della notte che scorre lenta e zittisce ogni cosa, tranne la pioggia che non riconosce l'ora 1:42.