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Come ho trovato il finale del mio romanzo

Da febbraio lavoro al mio primo romanzo. È un'avventura che non mi lascia mai davvero, dal giorno in cui l'ho immaginata per la prima volta. Scrivo. Studio. Cancello. Riscrivo. Poi studio ancora. Rifletto. Lascio sedimentare le idee. Come si dice dalle mie parti, bisogna far "appattare la settanta". Non è mai facile. Mi mancavano gli ultimi due capitoli. I più complessi da pensare e da scrivere dell'intero romanzo. Il cerchio l'ho aperto io, e adesso devo essere io a chiuderlo. Non a caso. Non con un deus ex machina. Non con una soluzione comoda. Deve esserci una logica. Una conseguenza naturale di tutto ciò che è accaduto prima. Eppure qualcosa mi sfuggiva. Lo sentivo. Quando ti ritrovi in un labirinto costruito dalla tua stessa fantasia, e quel labirinto pretende di avere una sua coerenza, esiste un solo modo per uscirne: fare domande. Tante domande. E per ognuna trovare una risposta. Per fortuna, stavolta è successo. Dove? Sotto la doccia. L'acqua ha un...
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Dalla cima

Ho portato le mie ultime due sillogi sulla cima di un monte. Da quassù il mare sembra infinito. E i libri, improvvisamente, sembrano piccoli. Tra la macchia secca e il cielo aperto Il mare come sfondo, la roccia come piedistallo La punta del promontorio oltre le parole Posati come se conoscessero quel posto Il borgo in basso, le parole in alto Quando la poesia si fa immagine — e poi paesaggio Da quassù tutto sembra trovare la sua misura ← → 1 / 8 Ci sono luoghi che ridimensionano tutto. Questa mattina ho caricato nello zaino Un giorno la Poesia salverà il Mondo e Dipinti di Parole — le mie ultime due sillogi — e ho salito il sentiero fino in cima. Non sapevo bene ...

Il laboratorio delle idee

Se dovessi incontrarmi e sembrarti distratto, con la testa per aria, non preoccuparti. Probabilmente sto lavorando. È una strana forma di lavoro, lo ammetto. Da fuori può sembrare assenza . Uno sguardo perso oltre il finestrino dell'auto. Un silenzio improvviso durante una conversazione. Un'attenzione che si sposta verso dettagli apparentemente insignificanti. Una persona che osserva la gente passare senza dire una parola. Eppure, proprio in quei momenti, spesso accade qualcosa. Molti immaginano che le storie nascano davanti a una tastiera. Che uno scrittore si sieda, apra un documento vuoto e cominci a inventare. In realtà, almeno per me, il processo è molto diverso . Le idee migliori raramente arrivano quando le sto cercando. Arrivano mentre guido da solo lungo una strada familiare. Durante un viaggio .  Osservando sconosciuti seduti a un tavolino. Ascoltando una frase pronunciata per caso. Oppure mentre rimango in silenzio a fissare qualcosa che, per gli altri, non ha n...

XVII Premio Internazionale Navarro

Ogni poesia nasce da una domanda. Poi diventa sensazione. Infine emozione. Alcune restano dentro di noi. Altre trovano voce. “Un giorno la Poesia salverà il Mondo” nasce da questo viaggio: da ciò che abita l’interiorità dell’uomo fino all’immensità del cosmo. Un percorso che mi ha portato a ricevere un riconoscimento che porterò con gratitudine: il 2° Premio ex aequo – Silloge Inedita al XVII Premio Internazionale Navarro , assegnato lo scorso 22 maggio a Sambuca di Sicilia. Ricordo bene quel viaggio in auto. La consapevolezza di essere tra i finalisti era già un’emozione intensa. Poi l’attesa. I nomi annunciati. E infine il mio. Secondo classificato. Un momento che custodirò a lungo. Non come un traguardo, ma come una tappa. Una conferma silenziosa che il percorso intrapreso merita di essere continuato. Da oggi questo libro è online. E, in qualche modo, non appartiene più soltanto a me. Se queste poesie sapranno raggiungere qualcuno, accendere una domanda o lasciare un’emozione, allor...

Torino, il Salone del Libro e quel terremoto emotivo che non avevo previsto

Ci sono luoghi che non ti visitano soltanto. Ti attraversano . Pensavo che il Salone Internazionale del Libro di Torino sarebbe stato questo: una bella esperienza, qualche incontro interessante, libri, corridoi affollati, foto, sorrisi, stanchezza. Mi sbagliavo. Perché a volte accade qualcosa che non avevi programmato. Qualcosa che non entra in agenda. Qualcosa che non si lascia spiegare con la logica. Un terremoto emotivo . Torino ha fatto la sua parte. Una città elegante, sospesa tra storia e movimento, capace di farti sentire contemporaneamente piccolo e pieno di possibilità. Poi è arrivato il Salone e lì qualcosa si è spostato. Non parlo solo dell’emozione di vedere i miei libri tra migliaia di altri titoli. Quello sarebbe già bastato. Parlo di quella sensazione strana che si prova quando il mondo esterno sembra sincronizzarsi con qualcosa che avevi dentro da tempo. Come se una parte della tua identità creativa , rimasta finora in una stanza privata, avesse deciso improvvisamente d...

Al di là del mare

Torino. Cena tra amici. Sul tavolo, dolci di pasta di mandorle arrivati da Palermo. Sapori di casa, condivisi con chi casa la vive da lontano. Una giovane cameriera osserva incuriosita. Mia moglie, con un gesto spontaneo, decide di offrirgliene uno. “Lo conosco,” dice. “Sono siciliana.” “Di dove?” le chiedo. “Portopalo di Capo Passero.” Ci sono nomi che non sono semplici luoghi. Sono chiavi. In quell’istante mi si sono illuminati gli occhi. Perché in quel luogo, nell’estate del 2010, ho lasciato un pezzo di cuore. Tra Siracusa e Ragusa, durante un viaggio che ancora oggi porto dentro, arrivai fino all’isola di Capo Passero. E proprio poche ore dopo scrissi Al di là del mare . La poesia più lunga che abbia mai scritto. A volte crediamo di incontrare persone. In realtà incontriamo ricordi e forse certi ricordi tornano quando è il momento giusto. Poco tempo fa ho deciso di dare voce a quella poesia. Forse non è stato un caso. Ascoltala  in silenzio.

Salto2026 Ci siamo!

Dopo mesi di idee, parole, revisioni, dubbi, attese e preparativi… eccomi qui. Al Salone Internazionale del Libro di Torino. Ci sono luoghi che non sono semplici eventi. Sono punti di incontro tra sogni, storie e possibilità. Camminare qui dentro ha un effetto particolare: ti ricorda perché hai iniziato a scrivere. Per raccontare. Per lasciare domande. Per creare connessioni. Quest’anno porto con me Fischio d’inizio e È solo questione di Algoritmo? Due libri diversi. Due percorsi. Una stessa voglia di dialogare con chi si fermerà. E adesso si parte davvero. Se siete al Salone, scrivetemi.