Dopo mesi di idee, parole, revisioni, dubbi, attese e preparativi… eccomi qui. Al Salone Internazionale del Libro di Torino. Ci sono luoghi che non sono semplici eventi. Sono punti di incontro tra sogni, storie e possibilità. Camminare qui dentro ha un effetto particolare: ti ricorda perché hai iniziato a scrivere. Per raccontare. Per lasciare domande. Per creare connessioni. Quest’anno porto con me Fischio d’inizio e È solo questione di Algoritmo? Due libri diversi. Due percorsi. Una stessa voglia di dialogare con chi si fermerà. E adesso si parte davvero. Se siete al Salone, scrivetemi.
Manca un giorno. Siamo agli sgoccioli. Le valigie si riempiono di cose. La testa di pensieri. Il futuro di sogni. C’è sempre qualcosa che sembra mancare all’ultimo momento. Un caricatore dimenticato. Una camicia da piegare. Un libro da sistemare meglio. Un dubbio che arriva puntuale, senza invito. Hai fatto tutto? Basterà? Piacerà? Qualcuno si fermerà davvero? Poi ti fermi un istante e realizzi che certi viaggi iniziano molto prima della partenza. Cominciano davanti a una pagina bianca. In una notte in cui un’idea decide di non lasciarti dormire. In tutte quelle volte in cui hai pensato “forse questa storia merita di esistere.” Domani partirò per il Salone Internazionale del Libro di Torino. Un luogo che, per chi ama scrivere e leggere, non è semplicemente una fiera. È una dimensione parallela fatta di carta, parole, incontri, voci, attese e possibilità. Quest’anno ci sarò con due libri profondamente diversi ma legati dallo stesso filo invisibile. "Fischio d’inizio", che parl...