Ciao. Ti stavo aspettando. Ti ho riservato un posto. Cosa bevi? Ottima scelta. Barista… due. Anche tu da queste parti? Eh, lo so. Ogni tanto succede. Ci perdiamo… e poi, senza sapere come, ci ritroviamo. È strano, vero? Passa così tanto tempo che finiamo per sembrare sconosciuti. E dimmi… cosa hai fatto in tutti questi anni? Io? Ho fatto quello che faccio sempre. Ho costruito mondi che non esistono… per provare a capire meglio quello che esiste. Tipo questo. Che dici… ti piace? Ci sto lavorando. Non per farci stare tutti. Solo chi ha voglia di fermarsi davvero. Qui non si passa per caso. O meglio… ci si passa. Ma poi si resta solo se qualcosa dentro si muove. Io scrivo quello che sento. Senza filtri, senza fretta. Se ti va… resta. Altrimenti beviamo e basta. Buona vita!
Il ticchettio della pioggia desta la mia memoria e mi porta indietro di qualche tempo. Quando giunsi in Scozia, capii che era magica. Antica, seducente, misteriosa. I suoi laghi scuri, lunghi e profondi. Le sue colline verdeggianti e la pioggia. Da siciliano, quelle persistenti giornate grigie mi strattonavano l'anima. Le accoglievo come qualcosa di nuovo, di diverso, unico. Era come vivere in un film o esplorare un mondo tratto da un libro fantasy. Da amante del genere, ne fui catturato. Mi innamorai presto. Dell'architettura gotica, dei cimiteri silenziosi, del grigio mescolato al verde. Dei corsi d'acqua che saltano giù dalle alture, nebulizzandosi nell'aria fresca d'estate. Del suono delle cornamuse. Dei castelli. Di Edimburgo. Quella pietra scura che sembra assorbire la pioggia anziché respingerla, creava un'eleganza severa e ipnotica. Tornato in Sicilia, ero così eccitato che in una settimana mi guardai i film più famosi ambientati in quei luoghi. Adesso...