Passa ai contenuti principali

Post

Verso il Salone del Libro 2026 (atto III)

Manca un giorno. Siamo agli sgoccioli. Le valigie si riempiono di cose. La testa di pensieri. Il futuro di sogni. C’è sempre qualcosa che sembra mancare all’ultimo momento. Un caricatore dimenticato. Una camicia da piegare. Un libro da sistemare meglio. Un dubbio che arriva puntuale, senza invito. Hai fatto tutto? Basterà? Piacerà? Qualcuno si fermerà davvero? Poi ti fermi un istante e realizzi che certi viaggi iniziano molto prima della partenza. Cominciano davanti a una pagina bianca. In una notte in cui un’idea decide di non lasciarti dormire. In tutte quelle volte in cui hai pensato “forse questa storia merita di esistere.” Domani partirò per il Salone Internazionale del Libro di Torino. Un luogo che, per chi ama scrivere e leggere, non è semplicemente una fiera. È una dimensione parallela fatta di carta, parole, incontri, voci, attese e possibilità. Quest’anno ci sarò con due libri profondamente diversi ma legati dallo stesso filo invisibile. "Fischio d’inizio", che parl...
Post recenti

Salone Internazionale del Libro di Torino 2026

                                                    SalTo 2026 📚 14-18 maggio.  Ci saremo! Fischio d’inizio  e   È solo questione di Algoritmo? 📚 Al Salone del Libro di Torino 2026 ci sarò io, e ci saranno loro. Due titoli. Ma in realtà, Francesco, al Salone porterà due facce della stessa domanda. Da una parte Fischio d'inizio : il rapporto umano. La crescita. I genitori. Le aspettative. Il modo in cui un sogno può essere sostenuto… o schiacciato. Dall’altra È solo questione di Algoritmo? : la pressione invisibile del presente. Le dinamiche che ci manipolano. La perdita di consapevolezza. Il rischio di diventare automatici. E la cosa interessante è che questi libri, apparentemente lontani, in realtà dialogano tra loro. Perché nel primo chiedi: “Stiamo ascoltando davvero i nostri figli?” Nel secondo: “Stiamo ascoltando davvero no...

Verso il Salone del libro di Torino 2026 (atto II)

Il Salone si avvicina. Sembra una frase semplice, quasi banale e invece dentro c’è movimento. Attesa. Un leggero disordine. Ordinato il ritiro del corriere. Ho preparato il pacco. Dentro non ci sono solo libri. Ci sono ore di silenzio. Dubbi. Ripensamenti. Frasi cancellate e poi riscritte. C’è tutto quello che non si vede quando sfogli una pagina. Li ho presi uno alla volta. Li ho sistemati con cura e poi ho chiuso il pacco. Un gesto semplice eppure, in quel momento, ho capito una cosa. I libri partiranno prima di me. Arriveranno a Torino. Si faranno vedere. Io arriverò dopo e li troverò già li, pronti per essere visti. Sfogliati. Il Salone si avvicina e qualcosa è già partito.

Oggi “Un giorno la Poesia salverà il Mondo” è online

Oggi il mio libro di poesie è finalmente online  (21 aprile 2026). “Un giorno la Poesia salverà il Mondo” non è nato per dare risposte, ma per abitare le domande. Quelle che spesso restano in sospeso, tra ciò che siamo e ciò che cerchiamo di comprendere. È un percorso che parte dall’interiorità e si apre, passo dopo passo, all’universo. Un tentativo di mettere in relazione l’individuo con qualcosa di più grande, che non sempre riusciamo a spiegare, ma che sentiamo esistere. Ogni poesia è accompagnata da un’immagine originale, pensata per dialogare con il testo e amplificarne il significato. Non come semplice illustrazione, ma come parte integrante dell’esperienza. Questo libro è nato lentamente. Tra silenzi, tentativi, cambi di direzione. Oggi, nel momento in cui viene pubblicato, smette di essere solo mio. Diventa spazio condiviso. Diventa incontro. Se anche tu senti che la poesia ha ancora qualcosa da dire,  puoi iniziare questo viaggio da qui. 🎥 Di seguito il booktrailer ...

La Notte rotta

  Cronache del Ciclo Perduto — Frammento I Ciclo cosmico: 125   L’universo era giunto al termine del suo centoventicinquesimo ciclo. Il cielo non si spezzava mai. Eppure cedeva, ancora. L’ultimo strappo tremava, sospeso tra esistenza e silenzio, come una ferita che non voleva guarire. Qualcosa, dall’altra parte, premeva ma non voleva entrare. Forse per ricominciare. Il collasso non fu un’esplosione. Fu un respiro trattenuto troppo a lungo che finalmente si lasciò andare.   I Custodi del Ciclo, coloro che vegliavano senza più ricordare perché, udirono il mutamento prima di vederlo. Compresero il motivo. Non con la mente o con la logica ma con ciò che resta quando ogni spiegazione si arrende.   Il ciclo stava per finire. Quello era l’ultimo strappo. In quel vuoto che si richiudeva su sé stesso nacque qualcosa: l’alba della nuova notte. Fu allora che i Custodi o ciò che ne rimaneva di loro, pronunciarono l’unica frase che attraversò il ...

Ti stavo aspettando

Ciao. Ti stavo aspettando. Ti ho riservato un posto. Cosa bevi? Ottima scelta. Barista… due. Anche tu da queste parti? Eh, lo so. Ogni tanto succede. Ci perdiamo… e poi, senza sapere come, ci ritroviamo. È strano, vero? Passa così tanto tempo che finiamo per sembrare sconosciuti. E dimmi… cosa hai fatto in tutti questi anni? Io? Ho fatto quello che faccio sempre. Ho costruito mondi che non esistono… per provare a capire meglio quello che esiste. Tipo questo. Che dici… ti piace? Ci sto lavorando. Non per farci stare tutti. Solo chi ha voglia di fermarsi davvero. Qui non si passa per caso. O meglio… ci si passa. Ma poi si resta solo se qualcosa dentro si muove. Io scrivo quello che sento. Senza filtri, senza fretta. Se ti va… resta. Altrimenti beviamo e basta. Buona vita!

Sotto il cielo di Scozia

Il ticchettio della pioggia desta la mia memoria e mi porta indietro di qualche tempo. Quando giunsi in Scozia, capii che era magica. Antica, seducente, misteriosa.  I suoi laghi scuri, lunghi e profondi. Le sue colline verdeggianti e la pioggia. Da siciliano, quelle persistenti giornate grigie mi strattonavano l'anima. Le accoglievo come qualcosa di nuovo, di diverso, unico. Era come vivere in un film o esplorare un mondo tratto da un libro fantasy. Da amante del genere, ne fui catturato.  Mi innamorai presto. Dell'architettura gotica, dei cimiteri silenziosi, del grigio mescolato al verde. Dei corsi d'acqua che saltano giù dalle alture, nebulizzandosi nell'aria fresca d'estate. Del suono delle cornamuse. Dei castelli. Di Edimburgo. Quella pietra scura che sembra assorbire la pioggia anziché respingerla, creava un'eleganza severa e ipnotica. Tornato in Sicilia, ero così eccitato che in una settimana mi guardai i film più famosi ambientati in quei luoghi. Adesso...