Il mito del giorno qualunque È un sabato mattina qualunque. Un attimo, fermiamoci su questa parola. Qualunque può davvero definirsi un termine appropriato? Esiste davvero un giorno che possa dirsi ordinario, banale, fotocopiato? I giorni dovrebbero essere considerati unici e non ripetibili, frammenti di tempo che non torneranno più nella stessa forma. Se accettiamo questa prospettiva, allora oggi non è affatto un sabato mattina qualunque, ma un sabato mattina vero . Sì, questa definizione suona decisamente meglio. Oggi è un sabato mattina unico . Un passo verso la luce In questo tempo ritrovato, sto lavorando alla mia prossima pubblicazione. Si tratta di una silloge poetica, una raccolta di liriche che ho scritto negli ultimi mesi. Il lavoro richiede cura, pazienza e un occhio critico, devo selezionarle attentamente perché siano in perfetta linea con il tema del futuro libro. Stavo per scrivere «Un giorno la Poesia...», ma mi fermo subito. Niente spoiler. Oggi resta un sabato ve...
«È tempo di fare spazio e di riempire col vuoto la distanza che ci divide, cosi posso avvicinarmi a te alla velocità della luce.» disse Universo. «Tutto ciò non ha senso poiché se farai spazio, sarò destinata ad allontanarmi sempre più.» rispose Stella. «E io diventerò un orizzonte degli eventi», disse allora Universo, «così che nulla di ciò che emani possa più sfuggirmi». «Ma se diventi un orizzonte», sussurrò Stella, «io smetterò di brillare per gli altri e brillerò solo nel tuo buio, fino a spegnermi». «Esatto», concluse Universo, «finalmente non sarai più una luce nel vuoto che non scalda, ma la luce del mio buio che si infiamma in un attimo e diviene eterno».