Ci sono giorni in cui guardiamo il mare senza cercare niente. Restiamo lì . Seguiamo un’onda, poi un’altra. Lasciamo che lo sguardo arrivi fino all’orizzonte e per qualche minuto ci convinciamo di stare osservando qualcosa che è fuori da noi. Eppure succede una cosa strana. Più lo guardiamo, più cominciamo a guardarci dentro . Forse è per questo che al mare affidiamo pensieri che altrove facciamo fatica persino a formulare. Davanti a quella distesa enorme diventano improvvisamente più piccoli, oppure finalmente abbastanza grandi da poterli vedere. Il mare non risponde ma ascolta benissimo. Quando ho cominciato a immaginare Affidalo al Mare , pensavo soprattutto a chi avrebbe scritto una Bottiglia . A quella persona che, magari nel cuore della notte, avrebbe aperto una pagina bianca e scritto qualcosa che non aveva mai detto a nessuno. Una paura. Una rabbia. Una confessione. Una speranza un po’ stupida. Un ricordo che continua a fare male. Poi mi sono accorto che stavo guardando soltant...
Ci sono parole che hanno un destinatario preciso e poi ce ne sono altre. Quelle che vorremmo dire, ma non sappiamo a chi. Quelle rimaste troppo a lungo dentro. Un pensiero arrivato nel cuore della notte, un ricordo, una paura, una speranza. Qualcosa che forse non abbiamo mai raccontato a nessuno o che, semplicemente, vorremmo lasciare andare. È da questa idea che, poco tempo fa, è nato Affidalo al Mare . All'inizio era poco più di un'immagine. Una spiaggia deserta. Una bottiglia. Un foglio bianco. Qualcosa da scrivere. E una domanda: cosa accadrebbe se potessimo affidare quelle parole al caso? Da un'idea a un luogo Da quella domanda è nata una web app. Affidalo al Mare è uno spazio anonimo nel quale un Navigante può scrivere un pensiero e affidarlo simbolicamente a una bottiglia. Da quel momento non decide più dove andrà. Lo decide il Mare . La bottiglia raggiungerà casualmente un altro Navigante: uno sconosciuto che non conoscerà il nome di chi ha scritto, n...