Ho portato le mie ultime due sillogi sulla cima di un monte. Da quassù il mare sembra infinito. E i libri, improvvisamente, sembrano piccoli. Tra la macchia secca e il cielo aperto Il mare come sfondo, la roccia come piedistallo La punta del promontorio oltre le parole Posati come se conoscessero quel posto Il borgo in basso, le parole in alto Quando la poesia si fa immagine — e poi paesaggio Da quassù tutto sembra trovare la sua misura ← → 1 / 8 Ci sono luoghi che ridimensionano tutto. Questa mattina ho caricato nello zaino Un giorno la Poesia salverà il Mondo e Dipinti di Parole — le mie ultime due sillogi — e ho salito il sentiero fino in cima. Non sapevo bene ...
Se dovessi incontrarmi e sembrarti distratto, con la testa per aria, non preoccuparti. Probabilmente sto lavorando. È una strana forma di lavoro, lo ammetto. Da fuori può sembrare assenza . Uno sguardo perso oltre il finestrino dell'auto. Un silenzio improvviso durante una conversazione. Un'attenzione che si sposta verso dettagli apparentemente insignificanti. Una persona che osserva la gente passare senza dire una parola. Eppure, proprio in quei momenti, spesso accade qualcosa. Molti immaginano che le storie nascano davanti a una tastiera. Che uno scrittore si sieda, apra un documento vuoto e cominci a inventare. In realtà, almeno per me, il processo è molto diverso . Le idee migliori raramente arrivano quando le sto cercando. Arrivano mentre guido da solo lungo una strada familiare. Durante un viaggio . Osservando sconosciuti seduti a un tavolino. Ascoltando una frase pronunciata per caso. Oppure mentre rimango in silenzio a fissare qualcosa che, per gli altri, non ha n...