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È solo questione di Algoritmo?

  È solo questione di Algoritmo?  Cosa succede quando è la tecnologia a scegliere per te perché ho scritto questo libro...   Questo libro nasce da una domanda semplice, ma scomoda: stiamo davvero scegliendo, o qualcuno — qualcosa — sta scegliendo per noi? Viviamo immersi nella tecnologia. Algoritmi, suggerimenti, automatismi decidono cosa vediamo, cosa ascoltiamo, cosa leggiamo, cosa desideriamo. Non ci impongono nulla. Ed è proprio questo il punto: rendono le scelte comode, fluide, invisibili. È solo questione di Algoritmo? non è un libro contro la tecnologia. Non è nemmeno un saggio tecnico sull’intelligenza artificiale. È una raccolta di riflessioni sull’identità umana nell’era degli algoritmi, su ciò che rischiamo di perdere quando smettiamo di porci domande e iniziamo semplicemente ad adattarci. Negli ultimi decenni ogni grande innovazione ha avuto un tempo di assorbimento: abbiamo imparato a convivere con l’automobile, con il telefono, con il computer. L’i...
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Rallenta!

 Rallenta! Frena la tua vita, così non ti perderai il presente in ogni attimo. Senza che te ne accorga, diviene passato. Rimpianto. La vita non è una gara, una competizione o una lotta. È annusare ogni essenza, assaporare ogni gusto, ricercare ogni consapevolezza come fosse unica e irripetibile. Goditi ogni passo che fai per arrivare più vicino a qualcosa, e quando la raggiungerai ti apparirà più meravigliosa. Non perché non lo sia davvero ma perché sarai stato tu a rendela così. Spesso ci concentriamo così tanto sul traguardo da dimenticare che la sostanza della nostra esistenza è fatta proprio di quei passi intermedi, dei dettagli che incontriamo lungo la strada. Vivere con questa consapevolezza trasforma la realtà: non è più un elenco di obiettivi da spuntare, ma un'esperienza sensoriale e spirituale continua. Quando rallentiamo, permettiamo al "meraviglioso" di svelarsi. Ecco alcuni spunti per onorare questa filosofia nella quotidianità: 1) La lentezza come scelta: N...

Pensati...pensami

Pensati migliore di così. Pensati più importante di come ti senti. Pensati più consapevole quando compi una scelta. E anche se la ritieni insignificante, ricorda che è un evento determinante. Traccerà un percorso e troverà un senso nella tua vita o in quella degli altri. E quando accadrà, pensati.  Quando l'avrai fatto...pensami. Ancora.   Queste parole non sono un semplice invito alla riflessione, ma un vero e proprio manifesto dell'esistenza consapevole. Esse suggeriscono che la grandezza di un individuo non risieda nel ruolo che ricopre, ma nella profondità con cui abita le proprie azioni. La Trascendenza del Sé L’invito a «pensarsi migliore» e «più importante di come ci si sente» colpisce un punto nevralgico della condizione umana: la fragilità dell'autostima. Spesso ci sentiamo piccoli, sommersi dalla routine o dall'apparente inutilità dei nostri giorni. Tuttavia, queste parole ci spronano a guardare oltre lo stato emotivo del momento. Ci dicono che il nostro val...

Resisti!

Un mi fari troppu mali, ti imploro!  Cu li to' ondi, tu m'ha sempri carezzatu, ruci ruci. Ma sta vota nun mi piaci! Disse la Sicilia al suo mare. E il mare, che spingeva e tirava, rispose: Cara mia...un ne' mica mia la culpa! Di sto ventu nun ci si po' fidari. È nu turmentu! Vulissi stari calmu, lisciu, chiattu ma stu signuri, mi pari Harry lu chiamanu, nun s'arrenni! Vucia forti e si stramina comu si vulissi astutari milli cannili! Fa chiú dannu chi piaciri. Io ci lu rissi:  "unne mica u nostru annu!" Amica mia,  resisti.. natru pocu ca quannu stu tiziu sa stancatu comu vinni, sinni va' e iu pozzu turnari ad allisciariti. La Sicilia, ormai stretta nella morsa del ciclone, infine disse: Stu distraziatu assai danni mi fici! Ti custretti cu li to' onde  a strappari alberi, sabbia e pici. Speramu ca' prestu s'arrenne, ca ni lassassi in paci! Ahi..ahi chi sugnu stanca... mi vulissi anticchia ripusari e di li to' onde giuvari a frischizza. M...

Stasera

Stasera non seguitemi. Lasciate che il mio passo  si perda da solo. Stasera non seguitemi. Lasciate che la mia voce  resti sospesa nel silenzio. Stasera non seguitemi. Lasciate a me, solo a me, tutti i sogni del mondo. Stasera non seguitemi, lasciate che sia io a seguire voi. Nota d’autore “Stasera non seguitemi” nasce dal bisogno di una pausa, di un angolo d’ombra in cui ritrovare il proprio respiro senza doverlo condividere per forza. Non c’è rabbia in quella richiesta, né distanza ostile: è un gesto gentile, quasi affettuoso, simile a quando si dice a qualcuno “lasciami un attimo, torno subito”. È il desiderio di camminare da soli per qualche passo, solo il tempo necessario per rimettere ordine dentro di sé, per poi tornare e ritrovare gli altri con uno sguardo più leggero.

Un nuovo inizio, ogni giorno

La parola che speri di sentire, i tuoi occhi la stanno già leggendo. È silenziosa, appagante, matura.  È la stessa voce che ogni giorno, appena ti svegli, ti sussurra: oggi è un nuovo inizio. Fai più di ieri, e avrai fatto abbastanza per domani. A volte la parola che stiamo aspettando non arriva dall’esterno, ma da quello spazio silenzioso che vive dentro di noi. È una voce discreta, matura, che non chiede attenzione: semplicemente si fa trovare, come un promemoria gentile. Ci ricorda che ogni giorno è un nuovo inizio, e che non servono imprese straordinarie per costruire il domani: basta fare un po’ più di ieri. Un passo, un gesto, un pensiero migliore. Il valore non sta nella grandezza dell’azione, ma nella continuità dell’intento . E in quella voce che, senza mai urlare, ci ripete che possiamo ricominciare tutte le volte che serve. Non cercarmi nel clamore, io vivo nel respiro quieto. Ogni mattino mi rinnovo, non per comandare, ma per accompagnare. Sono il passo che cresce, la m...

Il mito di Efeide

La leggenda narra di una giovane guerriera di nome Efeide, nata dal sangue dei Guardiani dei Boschi Sacri. Figlia degli antichi riti, custode del vento tra le foglie, ella crebbe ribelle e indomita. Ricercata dalla Legione degli Zatrari — esseri né uomini né bestie, dannati dalle atrocità che avevano osato compiere — Efeide attraversó una terra lacerata, dove il silenzio stesso pareva temere il loro passo. Fu nel cuore della fuga che il cielo si aprì, e un frammento di roccia ardente precipitò davanti a lei. Efeide lo raccolse e comprese: il fato le aveva consegnato un dono astrale, l’unica arma capace di spezzare il dominio degli Zatrari.  Allora scelse la via del fuoco. Salì il fianco dell’Etna, il più antico dei vulcani, la montagna che respira come una creatura viva. Giunta al cratere, invocò Jeridea, Guardiana delle Fiamme. E quando gettò il meteorite nella gola del Vulcano, l’Etna ruggì. Dal cratere esplosero scintille titaniche: salirono verso il firmamento, si distesero com...