« Il futuro non appartiene a chi scrive libri, ma a chi custodisce il fuoco della narrazione e lo trasforma in luce per gli altri. » A te che mi leggi. Vorrei offrirti un luogo quieto, anche solo per qualche pagina. Accendere una luce, custodirla insieme, e camminare tra sentieri che forse non conosciamo ancora, ma che vale la pena esplorare. A te che mi leggi. Affacciati con me a questa finestra. Lascia che, pagina dopo pagina, prendano forma storie, città e destini e che per un momento il mondo fuori resti in silenzio. Sto creando, trasformando, modellando. Mi piacerebbe saperti qui, presente, con la curiosità accesa e il desiderio di scoprire ciò che ancora non ha forma. Allora vieni: il viaggio comincia adesso. Non sei qui per caso.
1:42 Tutti dormono. Non io. Non i miei pensieri. Si accendono alla fioca luce di un lume a forma di faro, acquistato a Lecce qualche anno fa. Ma poco importa. Fuori è cominciato a piovere. Sembrava sereno. Il suono della pioggia battente invade la camera e rompe i respiri. Piove forte. Poi ci sei tu che dormi, e forse sogni. Mi chiedo dove sia finito il resto del mondo. Il faro proietta ombre lunghe, stanche, immobili. Forse sognare è solo un modo per mettersi al riparo, mentre io resto qui, a sentire il peso di ogni goccia che cade. C'è un pensiero specifico che mi tiene compagnia in questa luce debole, o è solo il rumore della pioggia a dettare il ritmo? È solo il vuoto della notte che scorre lenta e zittisce ogni cosa, tranne la pioggia che non riconosce l'ora 1:42.