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Arriva la prima Marea

Ci sono luoghi che si inaugurano tagliando un nastro. Il Mare no . Il Mare ha bisogno di qualcuno che affidi la prima Bottiglia.  Di qualcun altro che, senza sapere chi l’abbia scritta, la raccolga.  Di una risposta che trovi la strada per tornare indietro. Ha bisogno, insomma, dei suoi primi Naviganti . Affidalo al Mare non è ancora aperto a tutti. In questi mesi abbiamo costruito la Riva, tracciato la Rotta, affidato al Guardiano il compito di proteggere ciò che accade tra le onde. Abbiamo provato, sbagliato, corretto, ricominciato. Adesso sta arrivando il momento più importante. Quello in cui il Mare dovrà cominciare a vivere davvero . La Prima Marea Prima dell’apertura ufficiale, permetteremo a un piccolo numero di persone di entrare. Non saranno tester. Saranno i primi Naviganti. Potranno scegliere il proprio nome nel Mare, affidare una Bottiglia, raccogliere casualmente le parole di uno sconosciuto e decidere se rispondere. Esattamente come accadrà quando il Mare sarà a...
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Ogni tanto un buco nell'acqua ci sta.

Qualche giorno fa sono andato a una fiera quasi per caso. Non avevo programmato nulla.  Ho incontrato una persona, le ho raccontato un mio progetto e da quella conversazione è nato qualcosa che non avrei mai potuto prevedere. Forse è anche per questo che oggi ho preso un aereo e sono arrivato fino a Mirano con una valigia, i miei libri e una scatola piena di piccoli messaggi in bottiglia. Ho pensato: chissà. Chissà chi incontrerò. Chissà chi prenderà in mano un mio libro. Chissà chi pescherà una Bottiglia. Chissà quale porta potrebbe aprirsi. Non è successo. Il pubblico era lì soprattutto per altro. Noi eravamo quattro autori, con i nostri libri su un tavolo, in un contesto che probabilmente non era quello giusto per noi. Per qualche ora ho pensato di aver fatto una cazzata. Poi stasera, seduto da solo davanti a una birra, ho ripensato a una persona. È rimasta con noi per buona parte della giornata. Ha comprato una copia di "È solo questione di Algoritmo?", mi ha chiesto una ...

Una cesta di bottiglie, venti libri e un viaggio fino a Mirano

Domenica 11 ottobre sarò a Mirano. E questa volta, oltre ai libri, porterò con me anche un po' di Mare. Ci sono occasioni che nascono quasi per caso e che, proprio per questo, vale la pena seguire. Domenica 11 ottobre parteciperò a “La Salute in Piazza – Prevenzione, ascolto e cura” , la manifestazione organizzata a Mirano, in provincia di Venezia, che dalle 9 alle 18 animerà Piazza Martiri con associazioni, professionisti e realtà del territorio. Una giornata dedicata alla prevenzione e al benessere psicofisico, con screening gratuiti, attività sportive, momenti di informazione, iniziative per bambini e spazi dedicati alla salute mentale e all'ascolto. Sarò presente all'interno del gazebo di Claradea APS , una delle associazioni che prenderanno parte alla manifestazione. E porterò con me due cose. La prima sono i miei libri . Sul tavolo troverete alcune delle ultime copie della prima stampa di È tutta questione di Algoritmo e Fischio d'inizio . Ho deciso di riservare ...

Quando guardi il Mare, il Mare ti guarda dentro

Ci sono giorni in cui guardiamo il mare senza cercare niente. Restiamo lì . Seguiamo un’onda, poi un’altra. Lasciamo che lo sguardo arrivi fino all’orizzonte e per qualche minuto ci convinciamo di stare osservando qualcosa che è fuori da noi. Eppure succede una cosa strana. Più lo guardiamo, più cominciamo a guardarci dentro . Forse è per questo che al mare affidiamo pensieri che altrove facciamo fatica persino a formulare. Davanti a quella distesa enorme diventano improvvisamente più piccoli, oppure finalmente abbastanza grandi da poterli vedere. Il mare non risponde ma ascolta benissimo. Quando ho cominciato a immaginare Affidalo al Mare , pensavo soprattutto a chi avrebbe scritto una Bottiglia . A quella persona che, magari nel cuore della notte, avrebbe aperto una pagina bianca e scritto qualcosa che non aveva mai detto a nessuno. Una paura. Una rabbia. Una confessione. Una speranza un po’ stupida. Un ricordo che continua a fare male. Poi mi sono accorto che stavo guardando soltant...

Affidalo al Mare: un luogo per le parole che non sappiamo dire

Ci sono parole che hanno un destinatario preciso e poi ce ne sono altre. Quelle che vorremmo dire, ma non sappiamo a chi. Quelle rimaste troppo a lungo dentro. Un pensiero arrivato nel cuore della notte, un ricordo, una paura, una speranza. Qualcosa che forse non abbiamo mai raccontato a nessuno o che, semplicemente, vorremmo lasciare andare. È da questa idea che, poco tempo fa, è nato Affidalo al Mare . All'inizio era poco più di un'immagine. Una spiaggia deserta. Una bottiglia. Un foglio bianco. Qualcosa da scrivere. E una domanda: cosa accadrebbe se potessimo affidare quelle parole al caso? Da un'idea a un luogo Da quella domanda è nata una web app. Affidalo al Mare è uno spazio anonimo nel quale un Navigante può scrivere un pensiero e affidarlo simbolicamente a una bottiglia. Da quel momento non decide più dove andrà. Lo decide il Mare . La bottiglia raggiungerà casualmente un altro Navigante: uno sconosciuto che non conoscerà il nome di chi ha scritto, n...

Il lettore guarda sempre la mano sbagliata?

Qualche giorno fa mi trovavo disteso sul mio kajak, lasciandomi cullare dal mare. Sopra di me, tre nuvole scorrevano nel cielo come se si rincorressero. Una raggiungeva l'altra, per un istante si confondevano, poi tornavano a separarsi. Si allungavano, si sovrapponevano, cambiavano forma. Sembravano carte nelle mani di un prestigiatore. Le mescolava il vento. Le guardavo cercando di seguirne i movimenti, quasi volessi capire quale sarebbe finita davanti, quale sarebbe scomparsa dietro le altre, quale forma avrebbero assunto un istante dopo. Poi ho pensato alla scrittura. Forse un narratore dovrebbe saper fare esattamente questo. Prendere gli elementi di una storia, mostrarli al lettore, mescolarli davanti ai suoi occhi e lasciargli credere, per un momento, di aver capito il trucco. Perché il prestigiatore non vince quando nasconde una carta ma quando ti convince di sapere dove si trova. Il lettore non legge soltanto. Prevede. Quando leggiamo una storia, facciamo qualcosa di molto p...

Le stelle che cadono non si fanno male

Si dice che quando si fissa una stella, essa si muova. È vero o almeno così mi è sembrato. La notte tra il 12 e il 13 agosto ho abbracciato il cielo, dopo tanto tempo. Lontano dalla città e dalle sue luci, mi sono disteso su una sdraio, come fosse un lettino. Gli occhi alla ricerca della prossima stella cadente e un paio di desideri sempre accesi, pronti per essere spesi. Ogni tanto una scia attraversava il cielo. Rapida. Il tempo di accorgermene e si era già spenta. Così ho cominciato a fare una cosa che non facevo da molti anni: ho scelto una stella e l'ho fissata Era luminosa. Più delle altre e mi è sembrato che si muovesse. Poi mi sono ricordato che lo facevo anche da bambino. Allora, però, non sapevo cosa fossero davvero le stelle cadenti.  Tutti le chiamavano stelle cadenti, perciò pensavo fossero stelle.  Durante le notti d'agosto ne sceglievo una particolarmente bella, la fissavo e speravo che cadesse. Non volevo vedere una qualunque stella cadente. Volevo che cadesse ...

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Salone Internazionale del Libro di Torino 2026

                                                    SalTo 2026 📚 14-18 maggio.  Ci saremo! Fischio d’inizio  e   È solo questione di Algoritmo? 📚 Al Salone del Libro di Torino 2026 ci sarò io, e ci saranno loro. Due titoli. Ma in realtà, Francesco, al Salone porterà due facce della stessa domanda. Da una parte Fischio d'inizio : il rapporto umano. La crescita. I genitori. Le aspettative. Il modo in cui un sogno può essere sostenuto… o schiacciato. Dall’altra È solo questione di Algoritmo? : la pressione invisibile del presente. Le dinamiche che ci manipolano. La perdita di consapevolezza. Il rischio di diventare automatici. E la cosa interessante è che questi libri, apparentemente lontani, in realtà dialogano tra loro. Perché nel primo chiedi: “Stiamo ascoltando davvero i nostri figli?” Nel secondo: “Stiamo ascoltando davvero no...

Riflessione di un venerdì notte, ore 00.40

  Rendere grande il nome  è brillare come le stelle,  di luce propria,  ma senza abbaglio.   Perchè la vera grandezza non si impone, si rivela. E chi la incontra la riconosce, senza bisogno di spiegazioni.   Essere grandi non è imporsi, ma lasciare che la propria presenza parli per sé. Come una stella che brilla senza abbagliare, ma che chi guarda il cielo non può fare a meno di notare. La vera luce non ha bisogno di riflettori. È quella che nasce da dentro, che illumina il cammino senza accecare chi lo percorre accanto. È una luce che guida, non che domina. Chi brilla di luce propria lo fa con consapevolezza, con misura, con rispetto per lo spazio altrui. Essere grandi, allora, è un esercizio di equilibrio: tra presenza e umiltà, tra forza e gentilezza. È il coraggio di essere sé stessi senza travestimenti, senza clamore. È la capacità di lasciare che siano gli altri a riconoscere il valore, senza bisogno di proclamarlo. In fondo, le stelle più belle sono ...
 Benvenuto! Ci sono parole che non cercano pubblico, ma ascolto.   Ci sono storie che non iniziano con un incipit, ma con un respiro.   Questo blog nasce così: come uno spazio sospeso tra il detto e il non detto, tra il bisogno di scrivere e il silenzio che accompagna ogni parola. Mi chiamo Francesco Aurilio, ma qui non è il nome a contare.   È il viaggio.   Quello dello scrittore che annota, cancella, riscrive.   Quello del poeta che non cerca rime, ma verità.   Quello del lettore che si perde, e forse si ritrova. In questi diari troverete versi, frammenti, riflessioni.   A volte saranno bozzetti, altre volte confessioni.   Non prometto coerenza, ma presenza.   Non offro risposte, ma domande. Se siete qui, forse anche voi cercate qualcosa.   Una voce, un’ombra, un varco.   Benvenuti.   "È il tempo che hai perduto per la tua rosa che ha reso la tua rosa così importante...