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Visualizzazione dei post da febbraio, 2026

Affidalo al Mare: un luogo per le parole che non sappiamo dire

Ci sono parole che hanno un destinatario preciso e poi ce ne sono altre. Quelle che vorremmo dire, ma non sappiamo a chi. Quelle rimaste troppo a lungo dentro. Un pensiero arrivato nel cuore della notte, un ricordo, una paura, una speranza. Qualcosa che forse non abbiamo mai raccontato a nessuno o che, semplicemente, vorremmo lasciare andare. È da questa idea che, poco tempo fa, è nato Affidalo al Mare . All'inizio era poco più di un'immagine. Una spiaggia deserta. Una bottiglia. Un foglio bianco. Qualcosa da scrivere. E una domanda: cosa accadrebbe se potessimo affidare quelle parole al caso? Da un'idea a un luogo Da quella domanda è nata una web app. Affidalo al Mare è uno spazio anonimo nel quale un Navigante può scrivere un pensiero e affidarlo simbolicamente a una bottiglia. Da quel momento non decide più dove andrà. Lo decide il Mare . La bottiglia raggiungerà casualmente un altro Navigante: uno sconosciuto che non conoscerà il nome di chi ha scritto, n...

La Luce del mio Buio

«È tempo di fare spazio e di riempire col vuoto la distanza che ci divide, cosi posso avvicinarmi a te alla velocità della luce.» disse Universo. «Tutto ciò non ha senso poiché se farai spazio, sarò destinata ad allontanarmi sempre più.» rispose Stella. «E io diventerò un orizzonte degli eventi», disse allora Universo, «così che nulla di ciò che emani possa più sfuggirmi». «Ma se diventi un orizzonte», sussurrò Stella, «io smetterò di brillare per gli altri e brillerò solo nel tuo buio, fino a spegnermi». «Esatto», concluse Universo, «finalmente non sarai più una luce nel vuoto che non scalda, ma la luce del mio buio che si infiamma in un attimo e diviene eterno».

Non sei qui per caso

  « Il futuro non appartiene a chi scrive libri, ma a chi custodisce il fuoco della narrazione e lo trasforma in luce per gli altri. » A te che mi leggi. Vorrei offrirti un luogo quieto, anche solo per qualche pagina. Accendere una luce, custodirla insieme, e camminare tra sentieri che forse non conosciamo ancora, ma che vale la pena esplorare. A te che mi leggi. Affacciati con me a questa finestra. Lascia che, pagina dopo pagina, prendano forma storie, città e destini e che per un momento il mondo fuori resti in silenzio. Sto creando, trasformando, modellando. Mi piacerebbe saperti qui, presente, con la curiosità accesa e il desiderio di scoprire ciò che ancora non ha forma. Allora vieni: il viaggio comincia adesso. Non sei qui per caso.

1:42

1:42 Tutti dormono. Non io. Non i miei pensieri. Si accendono alla fioca luce di un lume a forma di faro, acquistato a Lecce qualche anno fa. Ma poco importa. Fuori è cominciato a piovere. Sembrava sereno. Il suono della pioggia battente invade la camera e rompe i respiri. Piove forte. Poi ci sei tu che dormi, e forse sogni. Mi chiedo dove sia finito il resto del mondo. Il faro proietta ombre lunghe, stanche, immobili.  Forse sognare è solo un modo per mettersi al riparo, mentre io resto qui, a sentire il peso di ogni goccia che cade. C'è un pensiero specifico che mi tiene compagnia in questa luce debole, o è solo il rumore della pioggia a dettare il ritmo? È solo il vuoto della notte che scorre lenta e zittisce ogni cosa, tranne la pioggia che non riconosce l'ora 1:42.

È solo questione di Algoritmo?

  È solo questione di Algoritmo?  Cosa succede quando è la tecnologia a scegliere per te perché ho scritto questo libro... Questo libro nasce da una domanda semplice, ma scomoda: stiamo davvero scegliendo, o qualcuno — qualcosa — sta scegliendo per noi? Viviamo immersi nella tecnologia. Algoritmi, suggerimenti, automatismi decidono cosa vediamo, cosa ascoltiamo, cosa leggiamo, cosa desideriamo. Non ci impongono nulla. Ed è proprio questo il punto: rendono le scelte comode, fluide, invisibili. È solo questione di Algoritmo? non è un libro contro la tecnologia. Non è nemmeno un saggio tecnico sull’intelligenza artificiale. È una raccolta di riflessioni sull’identità umana nell’era degli algoritmi, su ciò che rischiamo di perdere quando smettiamo di porci domande e iniziamo semplicemente ad adattarci. Negli ultimi decenni ogni grande innovazione ha avuto un tempo di assorbimento: abbiamo imparato a convivere con l’automobile, con il telefono, con il computer. L’intellig...

Rallenta!

 Rallenta! Frena la tua vita, così non ti perderai il presente in ogni attimo. Senza che te ne accorga, diviene passato. Rimpianto. La vita non è una gara, una competizione o una lotta. È annusare ogni essenza, assaporare ogni gusto, ricercare ogni consapevolezza come fosse unica e irripetibile. Goditi ogni passo che fai per arrivare più vicino a qualcosa, e quando la raggiungerai ti apparirà più meravigliosa. Non perché non lo sia davvero ma perché sarai stato tu a rendela così. Spesso ci concentriamo così tanto sul traguardo da dimenticare che la sostanza della nostra esistenza è fatta proprio di quei passi intermedi, dei dettagli che incontriamo lungo la strada. Vivere con questa consapevolezza trasforma la realtà: non è più un elenco di obiettivi da spuntare, ma un'esperienza sensoriale e spirituale continua. Quando rallentiamo, permettiamo al "meraviglioso" di svelarsi. Ecco alcuni spunti per onorare questa filosofia nella quotidianità: 1) La lentezza come scelta: N...

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Salone Internazionale del Libro di Torino 2026

                                                    SalTo 2026 📚 14-18 maggio.  Ci saremo! Fischio d’inizio  e   È solo questione di Algoritmo? 📚 Al Salone del Libro di Torino 2026 ci sarò io, e ci saranno loro. Due titoli. Ma in realtà, Francesco, al Salone porterà due facce della stessa domanda. Da una parte Fischio d'inizio : il rapporto umano. La crescita. I genitori. Le aspettative. Il modo in cui un sogno può essere sostenuto… o schiacciato. Dall’altra È solo questione di Algoritmo? : la pressione invisibile del presente. Le dinamiche che ci manipolano. La perdita di consapevolezza. Il rischio di diventare automatici. E la cosa interessante è che questi libri, apparentemente lontani, in realtà dialogano tra loro. Perché nel primo chiedi: “Stiamo ascoltando davvero i nostri figli?” Nel secondo: “Stiamo ascoltando davvero no...

Riflessione di un venerdì notte, ore 00.40

  Rendere grande il nome  è brillare come le stelle,  di luce propria,  ma senza abbaglio.   Perchè la vera grandezza non si impone, si rivela. E chi la incontra la riconosce, senza bisogno di spiegazioni.   Essere grandi non è imporsi, ma lasciare che la propria presenza parli per sé. Come una stella che brilla senza abbagliare, ma che chi guarda il cielo non può fare a meno di notare. La vera luce non ha bisogno di riflettori. È quella che nasce da dentro, che illumina il cammino senza accecare chi lo percorre accanto. È una luce che guida, non che domina. Chi brilla di luce propria lo fa con consapevolezza, con misura, con rispetto per lo spazio altrui. Essere grandi, allora, è un esercizio di equilibrio: tra presenza e umiltà, tra forza e gentilezza. È il coraggio di essere sé stessi senza travestimenti, senza clamore. È la capacità di lasciare che siano gli altri a riconoscere il valore, senza bisogno di proclamarlo. In fondo, le stelle più belle sono ...
 Benvenuto! Ci sono parole che non cercano pubblico, ma ascolto.   Ci sono storie che non iniziano con un incipit, ma con un respiro.   Questo blog nasce così: come uno spazio sospeso tra il detto e il non detto, tra il bisogno di scrivere e il silenzio che accompagna ogni parola. Mi chiamo Francesco Aurilio, ma qui non è il nome a contare.   È il viaggio.   Quello dello scrittore che annota, cancella, riscrive.   Quello del poeta che non cerca rime, ma verità.   Quello del lettore che si perde, e forse si ritrova. In questi diari troverete versi, frammenti, riflessioni.   A volte saranno bozzetti, altre volte confessioni.   Non prometto coerenza, ma presenza.   Non offro risposte, ma domande. Se siete qui, forse anche voi cercate qualcosa.   Una voce, un’ombra, un varco.   Benvenuti.   "È il tempo che hai perduto per la tua rosa che ha reso la tua rosa così importante...