Ciao. Ti stavo aspettando. Ti ho riservato un posto. Cosa bevi? Ottima scelta. Barista… due. Anche tu da queste parti? Eh, lo so. Ogni tanto succede. Ci perdiamo… e poi, senza sapere come, ci ritroviamo. È strano, vero? Passa così tanto tempo che finiamo per sembrare sconosciuti. E dimmi… cosa hai fatto in tutti questi anni? Io? Ho fatto quello che faccio sempre. Ho costruito mondi che non esistono… per provare a capire meglio quello che esiste. Tipo questo. Che dici… ti piace? Ci sto lavorando. Non per farci stare tutti. Solo chi ha voglia di fermarsi davvero. Qui non si passa per caso. O meglio… ci si passa. Ma poi si resta solo se qualcosa dentro si muove. Io scrivo quello che sento. Senza filtri, senza fretta. Se ti va… resta. Altrimenti beviamo e basta. Buona vita!
«Il futuro non appartiene a chi scrive libri, ma a chi custodisce il fuoco della narrazione e lo trasforma in luce per gli altri.»
A te che mi leggi. Vorrei offrirti un luogo quieto, anche solo per qualche pagina. Accendere una luce, custodirla insieme, e camminare tra sentieri che forse non conosciamo ancora, ma che vale la pena esplorare.
A te che mi leggi. Affacciati con me a questa finestra. Lascia che, pagina dopo pagina, prendano forma storie, città e destini e che per un momento il mondo fuori resti in silenzio.
Sto creando, trasformando, modellando. Mi piacerebbe saperti qui, presente, con la curiosità accesa e il desiderio di scoprire ciò che ancora non ha forma.
Allora vieni: il viaggio comincia adesso. Non sei qui per caso.


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