Ci sono giorni in cui guardiamo il mare senza cercare niente. Restiamo lì . Seguiamo un’onda, poi un’altra. Lasciamo che lo sguardo arrivi fino all’orizzonte e per qualche minuto ci convinciamo di stare osservando qualcosa che è fuori da noi. Eppure succede una cosa strana. Più lo guardiamo, più cominciamo a guardarci dentro . Forse è per questo che al mare affidiamo pensieri che altrove facciamo fatica persino a formulare. Davanti a quella distesa enorme diventano improvvisamente più piccoli, oppure finalmente abbastanza grandi da poterli vedere. Il mare non risponde ma ascolta benissimo. Quando ho cominciato a immaginare Affidalo al Mare , pensavo soprattutto a chi avrebbe scritto una Bottiglia . A quella persona che, magari nel cuore della notte, avrebbe aperto una pagina bianca e scritto qualcosa che non aveva mai detto a nessuno. Una paura. Una rabbia. Una confessione. Una speranza un po’ stupida. Un ricordo che continua a fare male. Poi mi sono accorto che stavo guardando soltant...
«Il futuro non appartiene a chi scrive libri, ma a chi custodisce il fuoco della narrazione e lo trasforma in luce per gli altri.»
A te che mi leggi. Vorrei offrirti un luogo quieto, anche solo per qualche pagina. Accendere una luce, custodirla insieme, e camminare tra sentieri che forse non conosciamo ancora, ma che vale la pena esplorare.
A te che mi leggi. Affacciati con me a questa finestra. Lascia che, pagina dopo pagina, prendano forma storie, città e destini e che per un momento il mondo fuori resti in silenzio.
Sto creando, trasformando, modellando. Mi piacerebbe saperti qui, presente, con la curiosità accesa e il desiderio di scoprire ciò che ancora non ha forma.
Allora vieni: il viaggio comincia adesso. Non sei qui per caso.


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