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Visualizzazione dei post da novembre, 2025

Arriva la prima Marea

Ci sono luoghi che si inaugurano tagliando un nastro. Il Mare no . Il Mare ha bisogno di qualcuno che affidi la prima Bottiglia.  Di qualcun altro che, senza sapere chi l’abbia scritta, la raccolga.  Di una risposta che trovi la strada per tornare indietro. Ha bisogno, insomma, dei suoi primi Naviganti . Affidalo al Mare non è ancora aperto a tutti. In questi mesi abbiamo costruito la Riva, tracciato la Rotta, affidato al Guardiano il compito di proteggere ciò che accade tra le onde. Abbiamo provato, sbagliato, corretto, ricominciato. Adesso sta arrivando il momento più importante. Quello in cui il Mare dovrà cominciare a vivere davvero . La Prima Marea Prima dell’apertura ufficiale, permetteremo a un piccolo numero di persone di entrare. Non saranno tester. Saranno i primi Naviganti. Potranno scegliere il proprio nome nel Mare, affidare una Bottiglia, raccogliere casualmente le parole di uno sconosciuto e decidere se rispondere. Esattamente come accadrà quando il Mare sarà a...

Il mito di Efeide

La leggenda narra di una giovane guerriera di nome Efeide, nata dal sangue dei Guardiani dei Boschi Sacri. Figlia degli antichi riti, custode del vento tra le foglie, ella crebbe ribelle e indomita. Ricercata dalla Legione degli Zatrari — esseri né uomini né bestie, dannati dalle atrocità che avevano osato compiere — Efeide attraversó una terra lacerata, dove il silenzio stesso pareva temere il loro passo. Fu nel cuore della fuga che il cielo si aprì, e un frammento di roccia ardente precipitò davanti a lei. Efeide lo raccolse e comprese: il fato le aveva consegnato un dono astrale, l’unica arma capace di spezzare il dominio degli Zatrari.  Allora scelse la via del fuoco. Salì il fianco dell’Etna, il più antico dei vulcani, la montagna che respira come una creatura viva. Giunta al cratere, invocò Jeridea, Guardiana delle Fiamme. E quando gettò il meteorite nella gola del Vulcano, l’Etna ruggì. Dal cratere esplosero scintille titaniche: salirono verso il firmamento, si distesero com...

Basta una scintilla, poi il viaggio

Da una semplice riflessione può scatenarsi un big bang di idee. Ma restano vuote, inerti, se non le nutri con i sentimenti: quelli che si misurano in una sola lacrima che scivola lungo il viso. Un viaggio in auto o in moto può accendere la scintilla. E mentre le ruote girano sull'asfalto, l'immaginazione vola sopra di esso, senza attrito, senza freni.  Viaggia libera sul manto del vento che ti arriva addosso e si fa uragano di idee e positive vibrazioni. In fondo, muoversi verso un luogo esterno è spesso il modo più semplice per muoversi verso un luogo interno. Basta una scintilla. Poi il viaggio fa il resto ed a volte, mentre la strada si apre davanti, ti accorgi che qualcosa dentro di te torna a farsi sentire: un desiderio, un rimpianto, una domanda rimasta in sospeso. E lì il viaggio non è più solo un tragitto, ma un modo per riannodare i fili con te stesso, come se la velocità avesse il potere di rimettere ordine nel caos. A me è accaduto domenica scorsa, 16 novembre 2025. ...

Vulnerabile

Vulnerabile sei, quando il mondo bussa  e tu senza chiedere,  apri la porta. La sensibilità, nell'attimo, ti veste la pelle, e avverti sul viso la prima goccia d’acqua, prima che cominci a piovere. Prima che diviene tempesta. Ti bagna, ti investe, ti avvolge senza riparo. Come naufraga, ti trovi immersa nel mare della vita. Comprendi quindi  che sei viva, poiché senti, perché vibri. Solamente dopo, quando si desta il tuo buio, richiudi la porta e domani, forse, la aprirai. Di nuovo. Magari. Vulnerabilità come condizione umana La filosofia ha spesso visto la vulnerabilità non come un difetto, ma come la cifra essenziale dell’esistenza.   - Heidegger parlava dell’“essere-gettato” nel mondo: non scegliamo le condizioni di partenza, siamo esposti.   - Levinas sottolineava che l’apertura all’altro nasce proprio dalla nostra fragilità: il volto dell’altro ci interpella, ci rende responsabili.   - Simone Weil vedeva nella vulnerabilità la possibili...

Briciole, immagini e Poesia

Le parole sono pennellate sulla tela del tempo, e le immagini sono versi silenziosi che raccontano storie senza bisogno di suoni. "Dipinti di Parole" nasce dall’incontro tra emozione e forma, tra poesia e arte visiva. Ogni pagina è un frammento di vita, un’eco di sensazioni che si trasformano in versi e colori, creando un dialogo tra il sentire e il vedere.  Questa raccolta raccoglie i componimenti che più mi hanno segnato, accompagnati da immagini che ne amplificano il significato e la forza evocativa. È un viaggio attraverso la memoria, la malinconia, la speranza e la riflessione, dove ogni parola si mescola ai contorni sfumati di un dipinto che esiste non solo sulla carta, ma dentro chi lo osserva. Immergiti in questo percorso di suggestioni e lasciati trasportare dalle emozioni che scorrono, proprio come il tempo e l’arte. Disponibile su Amazon

Riflessione di un venerdì notte, ore 00.40

  Rendere grande il nome  è brillare come le stelle,  di luce propria,  ma senza abbaglio.   Perchè la vera grandezza non si impone, si rivela. E chi la incontra la riconosce, senza bisogno di spiegazioni.   Essere grandi non è imporsi, ma lasciare che la propria presenza parli per sé. Come una stella che brilla senza abbagliare, ma che chi guarda il cielo non può fare a meno di notare. La vera luce non ha bisogno di riflettori. È quella che nasce da dentro, che illumina il cammino senza accecare chi lo percorre accanto. È una luce che guida, non che domina. Chi brilla di luce propria lo fa con consapevolezza, con misura, con rispetto per lo spazio altrui. Essere grandi, allora, è un esercizio di equilibrio: tra presenza e umiltà, tra forza e gentilezza. È il coraggio di essere sé stessi senza travestimenti, senza clamore. È la capacità di lasciare che siano gli altri a riconoscere il valore, senza bisogno di proclamarlo. In fondo, le stelle più belle sono ...

La voce del silenzio

 "La voce più bella è quella del silenzio, quando non urla." Questa frase, apparentemente semplice, racchiude un universo di significati. È un paradosso che invita a guardare oltre la superficie del linguaggio, verso ciò che non si dice, ma si sente. Il paradosso che svela Il silenzio, per definizione, è assenza di voce. Eppure qui viene elevato a la voce più bella. Questo rovesciamento semantico ci costringe a riconsiderare il concetto stesso di comunicazione: non tutto ciò che è vero ha bisogno di essere detto, e non tutto ciò che è detto è necessariamente vero. Il silenzio che "non urla" è un silenzio pieno, intenzionale, consapevole. Non è il silenzio dell’omissione o della paura, ma quello della presenza che non invade, della verità che non impone. Il silenzio come emozione Nel silenzio si nascondono le emozioni più autentiche. È lì che si rifugia il dolore che non trova parole, la gioia che trabocca senza bisogno di spiegazioni, l’amore che si manifesta in uno...

Sii Luce e sarai Faro per gli altri

Sii Luce e sarai Faro per gli altri cosa significa veramente? Splendere per sé stessi senza oscurare gli altri. "Splendere per sé stessi senza oscurare gli altri” è il cuore di questo concetto. Significa: - Essere pienamente sé stessi: vivere con integrità, seguire i propri valori, coltivare la propria crescita. - Ispirare senza dominare: il tuo esempio può motivare gli altri, ma non li mette in ombra. - Condividere luce, non competere: la tua luce non toglie nulla a quella degli altri, anzi, può accenderla. È una visione della leadership e dell’influenza basata sull’essere, non sull’apparire. Come un faro che non si muove, ma guida le navi nella notte grazie alla sua luce stabile. Come splendere per sé stessi - Coltiva la tua autenticità: Non cercare di piacere a tutti. Quando sei fedele a te stesso, la tua luce è vera e potente. - Prenditi cura del tuo benessere: Corpo, mente, spirito. Dormi bene, mangia con consapevolezza, medita, cammina nella natura. - Nutri la tua passione: ...

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Salone Internazionale del Libro di Torino 2026

                                                    SalTo 2026 📚 14-18 maggio.  Ci saremo! Fischio d’inizio  e   È solo questione di Algoritmo? 📚 Al Salone del Libro di Torino 2026 ci sarò io, e ci saranno loro. Due titoli. Ma in realtà, Francesco, al Salone porterà due facce della stessa domanda. Da una parte Fischio d'inizio : il rapporto umano. La crescita. I genitori. Le aspettative. Il modo in cui un sogno può essere sostenuto… o schiacciato. Dall’altra È solo questione di Algoritmo? : la pressione invisibile del presente. Le dinamiche che ci manipolano. La perdita di consapevolezza. Il rischio di diventare automatici. E la cosa interessante è che questi libri, apparentemente lontani, in realtà dialogano tra loro. Perché nel primo chiedi: “Stiamo ascoltando davvero i nostri figli?” Nel secondo: “Stiamo ascoltando davvero no...

Riflessione di un venerdì notte, ore 00.40

  Rendere grande il nome  è brillare come le stelle,  di luce propria,  ma senza abbaglio.   Perchè la vera grandezza non si impone, si rivela. E chi la incontra la riconosce, senza bisogno di spiegazioni.   Essere grandi non è imporsi, ma lasciare che la propria presenza parli per sé. Come una stella che brilla senza abbagliare, ma che chi guarda il cielo non può fare a meno di notare. La vera luce non ha bisogno di riflettori. È quella che nasce da dentro, che illumina il cammino senza accecare chi lo percorre accanto. È una luce che guida, non che domina. Chi brilla di luce propria lo fa con consapevolezza, con misura, con rispetto per lo spazio altrui. Essere grandi, allora, è un esercizio di equilibrio: tra presenza e umiltà, tra forza e gentilezza. È il coraggio di essere sé stessi senza travestimenti, senza clamore. È la capacità di lasciare che siano gli altri a riconoscere il valore, senza bisogno di proclamarlo. In fondo, le stelle più belle sono ...
 Benvenuto! Ci sono parole che non cercano pubblico, ma ascolto.   Ci sono storie che non iniziano con un incipit, ma con un respiro.   Questo blog nasce così: come uno spazio sospeso tra il detto e il non detto, tra il bisogno di scrivere e il silenzio che accompagna ogni parola. Mi chiamo Francesco Aurilio, ma qui non è il nome a contare.   È il viaggio.   Quello dello scrittore che annota, cancella, riscrive.   Quello del poeta che non cerca rime, ma verità.   Quello del lettore che si perde, e forse si ritrova. In questi diari troverete versi, frammenti, riflessioni.   A volte saranno bozzetti, altre volte confessioni.   Non prometto coerenza, ma presenza.   Non offro risposte, ma domande. Se siete qui, forse anche voi cercate qualcosa.   Una voce, un’ombra, un varco.   Benvenuti.   "È il tempo che hai perduto per la tua rosa che ha reso la tua rosa così importante...