Da una semplice riflessione può scatenarsi un big bang di idee. Ma restano vuote, inerti, se non le nutri con i sentimenti: quelli che si misurano in una sola lacrima che scivola lungo il viso.
Un viaggio in auto o in moto può accendere la scintilla. E mentre le ruote girano sull'asfalto, l'immaginazione vola sopra di esso, senza attrito, senza freni. Viaggia libera sul manto del vento che ti arriva addosso e si fa uragano di idee e positive vibrazioni.
In fondo, muoversi verso un luogo esterno è spesso il modo più semplice per muoversi verso un luogo interno. Basta una scintilla. Poi il viaggio fa il resto ed a volte, mentre la strada si apre davanti, ti accorgi che qualcosa dentro di te torna a farsi sentire: un desiderio, un rimpianto, una domanda rimasta in sospeso. E lì il viaggio non è più solo un tragitto, ma un modo per riannodare i fili con te stesso, come se la velocità avesse il potere di rimettere ordine nel caos.
A me è accaduto domenica scorsa, 16 novembre 2025. Poi è nata qualcosa che è rimasta sospesa tra cielo e terra. Vedremo se sarà matura da toccare il suolo o continuerà nella leggerezza di un sospiro a danzare sulle armoniche del vento.

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