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Il lettore guarda sempre la mano sbagliata

Qualche giorno fa mi trovavo disteso sul mio SUP, lasciandomi cullare dal mare. Sopra di me, tre nuvole scorrevano nel cielo come se si rincorressero. Una raggiungeva l'altra, per un istante si confondevano, poi tornavano a separarsi. Si allungavano, si sovrapponevano, cambiavano forma. Sembravano carte nelle mani di un prestigiatore. Le mescolava il vento. Le guardavo cercando di seguirne i movimenti, quasi volessi capire quale sarebbe finita davanti, quale sarebbe scomparsa dietro le altre, quale forma avrebbero assunto un istante dopo. Poi ho pensato alla scrittura. Forse un narratore dovrebbe saper fare esattamente questo. Prendere gli elementi di una storia, mostrarli al lettore, mescolarli davanti ai suoi occhi e lasciargli credere, per un momento, di aver capito il trucco. Perché il prestigiatore non vince quando nasconde una carta ma quando ti convince di sapere dove si trova. Il lettore non legge soltanto. Prevede. Quando leggiamo una storia, facciamo qualcosa di molto più...

 Benvenuto!


Ci sono parole che non cercano pubblico, ma ascolto.  

Ci sono storie che non iniziano con un incipit, ma con un respiro.  

Questo blog nasce così: come uno spazio sospeso tra il detto e il non detto, tra il bisogno di scrivere e il silenzio che accompagna ogni parola.


Mi chiamo Francesco Aurilio, ma qui non è il nome a contare.  

È il viaggio.  

Quello dello scrittore che annota, cancella, riscrive.  

Quello del poeta che non cerca rime, ma verità.  

Quello del lettore che si perde, e forse si ritrova.


In questi diari troverete versi, frammenti, riflessioni.  

A volte saranno bozzetti, altre volte confessioni.  

Non prometto coerenza, ma presenza.  

Non offro risposte, ma domande.


Se siete qui, forse anche voi cercate qualcosa.  

Una voce, un’ombra, un varco.  

Benvenuti.

 


"È il tempo che hai perduto per la tua rosa che ha reso la tua rosa così importante"

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