Cronache del Ciclo Perduto — Frammento I Ciclo cosmico: 125 L’universo era giunto al termine del suo centoventicinquesimo ciclo. Il cielo non si spezzava mai. Eppure cedeva, ancora. L’ultimo strappo tremava, sospeso tra esistenza e silenzio, come una ferita che non voleva guarire. Qualcosa, dall’altra parte, premeva ma non voleva entrare. Forse per ricominciare. Il collasso non fu un’esplosione. Fu un respiro trattenuto troppo a lungo che finalmente si lasciò andare. I Custodi del Ciclo, coloro che vegliavano senza più ricordare perché, udirono il mutamento prima di vederlo. Compresero il motivo. Non con la mente o con la logica ma con ciò che resta quando ogni spiegazione si arrende. Il ciclo stava per finire. Quello era l’ultimo strappo. In quel vuoto che si richiudeva su sé stesso nacque qualcosa: l’alba della nuova notte. Fu allora che i Custodi o ciò che ne rimaneva di loro, pronunciarono l’unica frase che attraversò il ...
Benvenuto! Ci sono parole che non cercano pubblico, ma ascolto. Ci sono storie che non iniziano con un incipit, ma con un respiro. Questo blog nasce così: come uno spazio sospeso tra il detto e il non detto, tra il bisogno di scrivere e il silenzio che accompagna ogni parola. Mi chiamo Francesco Aurilio, ma qui non è il nome a contare. È il viaggio. Quello dello scrittore che annota, cancella, riscrive. Quello del poeta che non cerca rime, ma verità. Quello del lettore che si perde, e forse si ritrova. In questi diari troverete versi, frammenti, riflessioni. A volte saranno bozzetti, altre volte confessioni. Non prometto coerenza, ma presenza. Non offro risposte, ma domande. Se siete qui, forse anche voi cercate qualcosa. Una voce, un’ombra, un varco. Benvenuti. "È il tempo che hai perduto per la tua rosa che ha reso la tua rosa così importante...