Si dice che quando si fissa una stella, essa si muova. È vero o almeno così mi è sembrato. La notte tra il 12 e il 13 agosto ho abbracciato il cielo, dopo tanto tempo. Lontano dalla città e dalle sue luci, mi sono disteso su una sdraio, come fosse un lettino. Gli occhi alla ricerca della prossima stella cadente e un paio di desideri sempre accesi, pronti per essere spesi. Ogni tanto una scia attraversava il cielo. Rapida. Il tempo di accorgermene e si era già spenta. Così ho cominciato a fare una cosa che non facevo da molti anni: ho scelto una stella e l'ho fissata Era luminosa. Più delle altre e mi è sembrato che si muovesse. Poi mi sono ricordato che lo facevo anche da bambino. Allora, però, non sapevo cosa fossero davvero le stelle cadenti. Tutti le chiamavano stelle cadenti, perciò pensavo fossero stelle. Durante le notti d'agosto ne sceglievo una particolarmente bella, la fissavo e speravo che cadesse. Non volevo vedere una qualunque stella cadente. Volevo che cadesse ...
Benvenuto! Ci sono parole che non cercano pubblico, ma ascolto. Ci sono storie che non iniziano con un incipit, ma con un respiro. Questo blog nasce così: come uno spazio sospeso tra il detto e il non detto, tra il bisogno di scrivere e il silenzio che accompagna ogni parola. Mi chiamo Francesco Aurilio, ma qui non è il nome a contare. È il viaggio. Quello dello scrittore che annota, cancella, riscrive. Quello del poeta che non cerca rime, ma verità. Quello del lettore che si perde, e forse si ritrova. In questi diari troverete versi, frammenti, riflessioni. A volte saranno bozzetti, altre volte confessioni. Non prometto coerenza, ma presenza. Non offro risposte, ma domande. Se siete qui, forse anche voi cercate qualcosa. Una voce, un’ombra, un varco. Benvenuti. "È il tempo che hai perduto per la tua rosa che ha reso la tua rosa così importante...