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Visualizzazione dei post da aprile, 2026

Un libretto per l'estate

Cronache da mondi invisibili — scarica il libretto Libretto estivo · gratuito Cronache da mondi invisibili Sette piccole cronache dai mondi invisibili dell’estate — da leggere con lentezza, e da regalare. Scarica il libretto (PDF) Gratuito · nessuna registrazione Dentro il libretto L’estate, quando rallenta Ci sono pensieri che aspettano l’estate per farsi sentire: l’ora deserta del pomeriggio, il mare che cambia turno, le notti che sembrano allungare il tempo. Sette brevi cronache — tre inedite, quattro dal blog — per una lettura leggera, da una seduta sola. Notti di mezza estate Dal blog L’ora bianca Inedito Più veloce della luce Momo & Bea L’ora azzurra Inedito Gli ospiti Inedito Il dono dell’ignoto Dal blog Dalla cima Dal blog Un regalo pensato per essere regalato Se ti fa compagnia, giralo Un libretto gratuit...

Oggi “Un giorno la Poesia salverà il Mondo” è online

Oggi il mio libro di poesie è finalmente online  (21 aprile 2026). “Un giorno la Poesia salverà il Mondo” non è nato per dare risposte, ma per abitare le domande. Quelle che spesso restano in sospeso, tra ciò che siamo e ciò che cerchiamo di comprendere. È un percorso che parte dall’interiorità e si apre, passo dopo passo, all’universo. Un tentativo di mettere in relazione l’individuo con qualcosa di più grande, che non sempre riusciamo a spiegare, ma che sentiamo esistere. Ogni poesia è accompagnata da un’immagine originale, pensata per dialogare con il testo e amplificarne il significato. Non come semplice illustrazione, ma come parte integrante dell’esperienza. Questo libro è nato lentamente. Tra silenzi, tentativi, cambi di direzione. Oggi, nel momento in cui viene pubblicato, smette di essere solo mio. Diventa spazio condiviso. Diventa incontro. Se anche tu senti che la poesia ha ancora qualcosa da dire,  puoi iniziare questo viaggio da qui. 🎥 Di seguito il booktrailer ...

La Notte rotta

  Cronache del Ciclo Perduto — Frammento I Ciclo cosmico: 125   L’universo era giunto al termine del suo centoventicinquesimo ciclo. Il cielo non si spezzava mai. Eppure cedeva, ancora. L’ultimo strappo tremava, sospeso tra esistenza e silenzio, come una ferita che non voleva guarire. Qualcosa, dall’altra parte, premeva ma non voleva entrare. Forse per ricominciare. Il collasso non fu un’esplosione. Fu un respiro trattenuto troppo a lungo che finalmente si lasciò andare.   I Custodi del Ciclo, coloro che vegliavano senza più ricordare perché, udirono il mutamento prima di vederlo. Compresero il motivo. Non con la mente o con la logica ma con ciò che resta quando ogni spiegazione si arrende.   Il ciclo stava per finire. Quello era l’ultimo strappo. In quel vuoto che si richiudeva su sé stesso nacque qualcosa: l’alba della nuova notte. Fu allora che i Custodi o ciò che ne rimaneva di loro, pronunciarono l’unica frase che attraversò il ...