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La Notte rotta

  Cronache del Ciclo Perduto — Frammento I Ciclo cosmico: 125   L’universo era giunto al termine del suo centoventicinquesimo ciclo. Il cielo non si spezzava mai. Eppure cedeva, ancora. L’ultimo strappo tremava, sospeso tra esistenza e silenzio, come una ferita che non voleva guarire. Qualcosa, dall’altra parte, premeva ma non voleva entrare. Forse per ricominciare. Il collasso non fu un’esplosione. Fu un respiro trattenuto troppo a lungo che finalmente si lasciò andare.   I Custodi del Ciclo, coloro che vegliavano senza più ricordare perché, udirono il mutamento prima di vederlo. Compresero il motivo. Non con la mente o con la logica ma con ciò che resta quando ogni spiegazione si arrende.   Il ciclo stava per finire. Quello era l’ultimo strappo. In quel vuoto che si richiudeva su sé stesso nacque qualcosa: l’alba della nuova notte. Fu allora che i Custodi o ciò che ne rimaneva di loro, pronunciarono l’unica frase che attraversò il ...

Chi sono

Il vecchio artigiano posò la penna, osservando l'inchiostro ancora fresco sulla pergamena.

«Le parole sono l'unica cosa che non sbiadisce quando cala il buio» sussurrò, quasi a voler convincere se stesso.

Non cercava la gloria, ma solo un varco nel tempo che permettesse a qualcun altro di trovarlo.

​La scrittura mi ha trovato presto

​Alle elementari, quando un tema in classe diventava un varco, io entravo in un mondo nuovo mentre gli altri lo temevano. Ho iniziato con racconti brevi, poi è arrivata la poesia. Non quella delle antologie scolastiche, ma quella che nasce dentro e chiede di uscire, anche quando non sei pronto.

​Scrivo per lasciare tracce. Non per essere ricordato, ma per non andare perduto. Ho fame di parole, di ispirazioni, di emozioni che resistano al tempo. Scrivere è il mio modo di consegnarle a chi verrà dopo.

​Un percorso in evoluzione

​Nel tempo, questo cammino si è trasformato. Dai primi racconti sono passato alla poesia, fino ad avvicinarmi alla saggistica su temi di interesse sociale, legati all’attenzione, alla consapevolezza e al modo in cui viviamo il presente. Oggi porto avanti anche un progetto narrativo nel genere fantasy, dove immaginazione e introspezione si incontrano.

​L'approccio artigianale

​La mia scrittura nasce da un bisogno autentico, ovvero osservare il mondo con uno sguardo più profondo, coglierne le contraddizioni e le possibilità. Affronto ogni progetto con un metodo rigoroso, cercando precisione, ritmo e significato.

​Non mi interessa la superficie, mi interessano le storie che restano. Quelle che, in qualche modo, cambiano qualcosa, anche solo di poco, in chi le incontra.

​Scrivo perché alcune cose, se non le scrivi, si perdono.

Io non voglio perderle. Io non voglio perdermi.

Voglio trovarmi, trovarti.


Francesco Aurilio 

 


 

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 Benvenuto! Ci sono parole che non cercano pubblico, ma ascolto.   Ci sono storie che non iniziano con un incipit, ma con un respiro.   Questo blog nasce così: come uno spazio sospeso tra il detto e il non detto, tra il bisogno di scrivere e il silenzio che accompagna ogni parola. Mi chiamo Francesco Aurilio, ma qui non è il nome a contare.   È il viaggio.   Quello dello scrittore che annota, cancella, riscrive.   Quello del poeta che non cerca rime, ma verità.   Quello del lettore che si perde, e forse si ritrova. In questi diari troverete versi, frammenti, riflessioni.   A volte saranno bozzetti, altre volte confessioni.   Non prometto coerenza, ma presenza.   Non offro risposte, ma domande. Se siete qui, forse anche voi cercate qualcosa.   Una voce, un’ombra, un varco.   Benvenuti.   "È il tempo che hai perduto per la tua rosa che ha reso la tua rosa così importante...

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