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Visualizzazione dei post da dicembre, 2025

Il dono dell'ignoto

Ero in macchina. Stavo guidando. Non ricordo dove stessi andando di preciso.  Mentre guido mi faccio parecchie domande.  Tra le tante, quella che mi ha fatto riflettere è stata: "Se sapessi che il mio prossimo romanzo verrà letto da appena cento persone, lo scriverei comunque?"  Non ho risposto subito. Poi ho tratto la seguente conclusione: Il fatto che l'uomo non possa prevedere il futuro è un dono. Non il contrario. Se sapessi con certezza che il romanzo sarà letto da cento persone, potrei anche decidere di non scriverlo. Se sapessi con certezza che venderà un milione di copie, rischierei di scriverlo per il motivo sbagliato. Il fatto che io non possa conoscere il futuro mi lascia una sola cosa: la possibilità . Ogni pagina che scrivo è una scommessa contro l'ignoto. E, in fondo, è proprio così che funziona la narrativa. Un personaggio parte per un viaggio perché non sa come finirà. Se conoscesse già ogni risposta, non esisterebbe alcuna storia. Se Tolkien avesse ri...

Stasera

Stasera non seguitemi. Lasciate che il mio passo  si perda da solo. Stasera non seguitemi. Lasciate che la mia voce  resti sospesa nel silenzio. Stasera non seguitemi. Lasciate a me, solo a me, tutti i sogni del mondo. Stasera non seguitemi, lasciate che sia io a seguire voi. Nota d’autore “Stasera non seguitemi” nasce dal bisogno di una pausa, di un angolo d’ombra in cui ritrovare il proprio respiro senza doverlo condividere per forza. Non c’è rabbia in quella richiesta, né distanza ostile: è un gesto gentile, quasi affettuoso, simile a quando si dice a qualcuno “lasciami un attimo, torno subito”. È il desiderio di camminare da soli per qualche passo, solo il tempo necessario per rimettere ordine dentro di sé, per poi tornare e ritrovare gli altri con uno sguardo più leggero.

Un nuovo inizio, ogni giorno

La parola che speri di sentire, i tuoi occhi la stanno già leggendo. È silenziosa, appagante, matura.  È la stessa voce che ogni giorno, appena ti svegli, ti sussurra: oggi è un nuovo inizio. Fai più di ieri, e avrai fatto abbastanza per domani. A volte la parola che stiamo aspettando non arriva dall’esterno, ma da quello spazio silenzioso che vive dentro di noi. È una voce discreta, matura, che non chiede attenzione: semplicemente si fa trovare, come un promemoria gentile. Ci ricorda che ogni giorno è un nuovo inizio, e che non servono imprese straordinarie per costruire il domani: basta fare un po’ più di ieri. Un passo, un gesto, un pensiero migliore. Il valore non sta nella grandezza dell’azione, ma nella continuità dell’intento . E in quella voce che, senza mai urlare, ci ripete che possiamo ricominciare tutte le volte che serve. Non cercarmi nel clamore, io vivo nel respiro quieto. Ogni mattino mi rinnovo, non per comandare, ma per accompagnare. Sono il passo che cresce, la m...