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Il dono dell'ignoto

Ero in macchina. Stavo guidando. Non ricordo dove stessi andando di preciso.  Mentre guido mi faccio parecchie domande.  Tra le tante, quella che mi ha fatto riflettere è stata: "Se sapessi che il mio prossimo romanzo verrà letto da appena cento persone, lo scriverei comunque?"  Non ho risposto subito. Poi ho tratto la seguente conclusione: Il fatto che l'uomo non possa prevedere il futuro è un dono. Non il contrario. Se sapessi con certezza che il romanzo sarà letto da cento persone, potrei anche decidere di non scriverlo. Se sapessi con certezza che venderà un milione di copie, rischierei di scriverlo per il motivo sbagliato. Il fatto che io non possa conoscere il futuro mi lascia una sola cosa: la possibilità . Ogni pagina che scrivo è una scommessa contro l'ignoto. E, in fondo, è proprio così che funziona la narrativa. Un personaggio parte per un viaggio perché non sa come finirà. Se conoscesse già ogni risposta, non esisterebbe alcuna storia. Se Tolkien avesse ri...

Progetti

Cantiere aperto

Quello che sta prendendo forma

C'è una stanza, in ogni scrittore, dove i libri vivono prima di esistere. Non hanno ancora una copertina, a volte nemmeno un finale. Ma respirano già.

Questa pagina è la porta socchiusa di quella stanza. Non vi farò entrare — non ancora — ma posso lasciarvi guardare le ombre che si muovono dietro il vetro.

Progetto in corso

L'Ec........

Ci sono momenti in cui la luce non se ne va: si trasforma. Attraversa qualcosa e ne esce diversa, rifratta, sconosciuta.

L'Ec..... nasce da una domanda che non voglio ancora pronunciare ad alta voce. Posso dirvi solo questo: quando il buio arriva attraverso qualcosa di antico e misterioso, non è più il buio che conoscevamo.

È il progetto più ambizioso su cui abbia mai lavorato. Il resto, per ora, rimane dall'altra parte del vetro.

Saggio in corso

Solubili

Alcune cose sono fatte per durare. Altre per sciogliersi.

Il problema è che non sempre sappiamo distinguere le une dalle altre — e a volte lo scopriamo troppo tardi, quando quello che credevamo solido ha già cambiato stato.

Solubili è un saggio. È tutto ciò che posso dirvi, per ora. Ma se avete letto È solo questione di Algoritmo? sapete già come lavoro: parto da qualcosa che tutti viviamo e nessuno guarda davvero. Anche questa volta è così.

Perché non vi dico di più

Perché i libri, mentre li scrivi, sono creature timide. Se li esponi troppo presto alla luce, cambiano. A volte si spengono.

Ma soprattutto perché il silenzio, oggi, è la cosa più rara che uno scrittore possa offrire. Tutto viene annunciato, anticipato, spoilerato prima ancora di esistere. Io preferisco fare il contrario: lavorare in silenzio e lasciare che siano i libri, quando saranno pronti, a parlare.

Se volete esserci quando accadrà, continuate a passare da queste Cronache. La porta, prima o poi, si aprirà.

Francesco

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