Quello che sta prendendo forma...
C'è una stanza, in ogni scrittore, dove le storie vivono prima di esistere. Non hanno ancora una copertina, a volte nemmeno un finale. Alcune, forse, non diventeranno neppure libri. Ma respirano già.
Questa pagina è la porta socchiusa di quella stanza. Non vi farò entrare — non ancora — ma posso lasciarvi guardare le ombre che si muovono dietro il vetro.
Romanzo
Ci sono momenti in cui la luce non se ne va: si trasforma. Attraversa qualcosa e ne esce diversa, rifratta, sconosciuta.
Nasce da una domanda che non voglio ancora pronunciare ad alta voce. Posso dirvi solo questo: quando il buio arriva attraverso qualcosa di antico e misterioso, non è più il buio che conoscevamo.
È il progetto più ambizioso su cui abbia mai lavorato. Il resto, per ora, rimane dall'altra parte del vetro.
Un luogo in costruzione.
Affidalo al Mare
Ci sono parole che non sappiamo a chi dire.
Restano lì. Nei pensieri mentre guidiamo, nelle notti in cui il sonno tarda ad arrivare, dentro messaggi scritti e poi cancellati.
Affidalo al Mare nasce da una domanda molto semplice: e se potessimo affidare quelle parole a qualcuno che non conosciamo?
Non a un algoritmo. Non a qualcuno che debba misurarci. A un'altra persona.
Sto costruendo un luogo in cui lasciare andare un pensiero, una paura, una domanda, qualcosa che pesa. Come mettere un foglio dentro una bottiglia e affidarlo al mare, senza sapere su quale riva arriverà.
Qualcuno, dall'altra parte, potrebbe raccoglierlo e scegliere di rispondere.
Il resto preferisco lasciarlo ancora tra le onde.
Ma cosa è? Una web-app!
Solubili
Alcune cose sono fatte per durare. Altre per sciogliersi.
Il problema è che non sempre sappiamo distinguere le une dalle altre — e a volte lo scopriamo troppo tardi, quando quello che credevamo solido ha già cambiato stato.
Solubili è un saggio. È tutto ciò che posso dirvi, per ora. Ma se avete letto È solo questione di Algoritmo? sapete già come lavoro: parto da qualcosa che tutti viviamo e nessuno guarda davvero. Anche questa volta è così.
Perché non vi dico di più
Perché le cose, mentre prendono forma, sono creature timide. Se le esponi troppo presto alla luce, cambiano. A volte si spengono.
Ma soprattutto perché il silenzio, oggi, è una delle cose più rare che possiamo offrire. Tutto viene annunciato, anticipato, mostrato prima ancora di esistere.
Io preferisco fare il contrario: lavorare in silenzio e lasciare che ciò che sto costruendo, quando sarà pronto, parli da sé.
Se volete esserci quando accadrà, continuate a passare da queste Cronache.
La porta, prima o poi, si aprirà.
Francesco
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