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Al di là del mare

Torino. Cena tra amici. Sul tavolo, dolci di pasta di mandorle arrivati da Palermo. Sapori di casa, condivisi con chi casa la vive da lontano. Una giovane cameriera osserva incuriosita. Mia moglie, con un gesto spontaneo, decide di offrirgliene uno. “Lo conosco,” dice. “Sono siciliana.” “Di dove?” le chiedo. “Portopalo di Capo Passero.” Ci sono nomi che non sono semplici luoghi. Sono chiavi. In quell’istante mi si sono illuminati gli occhi. Perché in quel luogo, nell’estate del 2010, ho lasciato un pezzo di cuore. Tra Siracusa e Ragusa, durante un viaggio che ancora oggi porto dentro, arrivai fino all’isola di Capo Passero. E proprio poche ore dopo scrissi Al di là del mare . La poesia più lunga che abbia mai scritto. A volte crediamo di incontrare persone. In realtà incontriamo ricordi e forse certi ricordi tornano quando è il momento giusto. Poco tempo fa ho deciso di dare voce a quella poesia. Forse non è stato un caso. Ascoltala  in silenzio.

Al di là del mare

Torino. Cena tra amici.

Sul tavolo, dolci di pasta di mandorle arrivati da Palermo. Sapori di casa, condivisi con chi casa la vive da lontano.

Una giovane cameriera osserva incuriosita. Mia moglie, con un gesto spontaneo, decide di offrirgliene uno.

“Lo conosco,” dice. “Sono siciliana.”

“Di dove?” le chiedo.

“Portopalo di Capo Passero.”

Ci sono nomi che non sono semplici luoghi. Sono chiavi.

In quell’istante mi si sono illuminati gli occhi.

Perché in quel luogo, nell’estate del 2010, ho lasciato un pezzo di cuore.

Tra Siracusa e Ragusa, durante un viaggio che ancora oggi porto dentro, arrivai fino all’isola di Capo Passero. E proprio poche ore dopo scrissi Al di là del mare. La poesia più lunga che abbia mai scritto.

A volte crediamo di incontrare persone. In realtà incontriamo ricordi e forse certi ricordi tornano quando è il momento giusto.

Poco tempo fa ho deciso di dare voce a quella poesia. Forse non è stato un caso.

Ascoltala in silenzio.



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