Ci sono parole che hanno un destinatario preciso e poi ce ne sono altre. Quelle che vorremmo dire, ma non sappiamo a chi. Quelle rimaste troppo a lungo dentro. Un pensiero arrivato nel cuore della notte, un ricordo, una paura, una speranza. Qualcosa che forse non abbiamo mai raccontato a nessuno o che, semplicemente, vorremmo lasciare andare. È da questa idea che, qualche mese fa, è nato Affidalo al Mare . All'inizio era poco più di un'immagine. Una spiaggia deserta. Una bottiglia. Un foglio bianco. Qualcosa da scrivere. E una domanda: cosa accadrebbe se potessimo affidare quelle parole al caso? Da un'idea a un luogo Da quella domanda è nata una web app. Affidalo al Mare è uno spazio anonimo nel quale un Navigante può scrivere un pensiero e affidarlo simbolicamente a una bottiglia. Da quel momento non decide più dove andrà. Lo decide il Mare . La bottiglia raggiungerà casualmente un altro Navigante: uno sconosciuto che non conoscerà il nome di chi ha scritto,...
A volte i pensieri fanno troppo rumore.
Arrivano quando meno te lo aspetti: mentre lavori, mentre provi a concentrarti, mentre stai per addormentarti.
Oppure nel cuore della notte.
È da qui che nasce Momo e Bea, una piccola serie illustrata che racconta con leggerezza una cosa che tutti conosciamo molto bene: il dialogo continuo con i nostri pensieri.
Solo che, in questa storia, i pensieri non restano nella testa.
Lavora in una libreria, circondata da storie, parole e silenzi.
Ama i libri perché nei libri i pensieri trovano ordine.
Nella vita reale… molto meno.
Come molte persone, Bea pensa troppo.
Pensa alle cose da fare, a quelle che ha detto, a quelle che avrebbe voluto dire.
Sono storie leggere, ma parlano di qualcosa che tutti conosciamo: la fatica di spegnere la testa per un attimo.
Arrivano quando meno te lo aspetti: mentre lavori, mentre provi a concentrarti, mentre stai per addormentarti.
Oppure nel cuore della notte.
È da qui che nasce Momo e Bea, una piccola serie illustrata che racconta con leggerezza una cosa che tutti conosciamo molto bene: il dialogo continuo con i nostri pensieri.
Solo che, in questa storia, i pensieri non restano nella testa.
Prendono forma e diventano Momo.
Bea
è una ragazza semplice, gentile, un po’ sognatrice.Lavora in una libreria, circondata da storie, parole e silenzi.
Ama i libri perché nei libri i pensieri trovano ordine.
Nella vita reale… molto meno.
Come molte persone, Bea pensa troppo.
Pensa alle cose da fare, a quelle che ha detto, a quelle che avrebbe voluto dire.
Momo
è piccolo, nero, rotondo e con due occhi enormi.
Non parla spesso ma quando parla, di solito dice esattamente la cosa che Bea non vorrebbe sentire.
Momo è ironico.
A volte fastidioso.
A volte incredibilmente lucido.
È semplicemente un pensiero che non se ne vuole andare.
Una serie sui pensieri
“Momo e Bea” è una serie di brevi vignette che raccontano piccoli momenti della vita quotidiana.Sono storie leggere, ma parlano di qualcosa che tutti conosciamo: la fatica di spegnere la testa per un attimo.
Perché Momo esiste
Perché i pensieri non sono sempre nostri nemici.
A volte sono solo un po’ invadenti e forse il modo migliore per conviverci è stare ad ascoltarli.
Non per combatterli ma per imparare a sorridere. Anche quando compaiono sul comodino alle tre di notte.
Benvenuti nel mondo di

Commenti
Posta un commento