Passa ai contenuti principali

Il laboratorio delle idee

Se dovessi incontrarmi e sembrarti distratto, con la testa per aria, non preoccuparti. Probabilmente sto lavorando. È una strana forma di lavoro, lo ammetto. Da fuori può sembrare assenza . Uno sguardo perso oltre il finestrino dell'auto. Un silenzio improvviso durante una conversazione. Un'attenzione che si sposta verso dettagli apparentemente insignificanti. Una persona che osserva la gente passare senza dire una parola. Eppure, proprio in quei momenti, spesso accade qualcosa. Molti immaginano che le storie nascano davanti a una tastiera. Che uno scrittore si sieda, apra un documento vuoto e cominci a inventare. In realtà, almeno per me, il processo è molto diverso . Le idee migliori raramente arrivano quando le sto cercando. Arrivano mentre guido da solo lungo una strada familiare. Durante un viaggio .  Osservando sconosciuti seduti a un tavolino. Ascoltando una frase pronunciata per caso. Oppure mentre rimango in silenzio a fissare qualcosa che, per gli altri, non ha n...

Un Sabato qualunque?

 

Il mito del giorno qualunque

È un sabato mattina qualunque. Un attimo, fermiamoci su questa parola. Qualunque può davvero definirsi un termine appropriato? Esiste davvero un giorno che possa dirsi ordinario, banale, fotocopiato?

I giorni dovrebbero essere considerati unici e non ripetibili, frammenti di tempo che non torneranno più nella stessa forma. Se accettiamo questa prospettiva, allora oggi non è affatto un sabato mattina qualunque, ma un sabato mattina vero. Sì, questa definizione suona decisamente meglio. Oggi è un sabato mattina unico.

Un passo verso la luce

In questo tempo ritrovato, sto lavorando alla mia prossima pubblicazione. Si tratta di una silloge poetica, una raccolta di liriche che ho scritto negli ultimi mesi. Il lavoro richiede cura, pazienza e un occhio critico, devo selezionarle attentamente perché siano in perfetta linea con il tema del futuro libro.

Stavo per scrivere «Un giorno la Poesia...», ma mi fermo subito. Niente spoiler.

Oggi resta un sabato vero e unico, dedicato a fare un passo avanti verso la nascita di un nuovo libro che vedrà la luce ad aprile. È un processo lento, fatto di scelte e di silenzi, ma è proprio in questa unicità che risiede il senso del mio fare.

Ah dimenticavo...sarà un opera illustrata.

 


 

Commenti

Post popolari in questo blog

Salone Internazionale del Libro di Torino 2026

                                                    SalTo 2026 📚 14-18 maggio.  Ci saremo! Fischio d’inizio  e   È solo questione di Algoritmo? 📚 Al Salone del Libro di Torino 2026 ci sarò io, e ci saranno loro. Due titoli. Ma in realtà, Francesco, al Salone porterà due facce della stessa domanda. Da una parte Fischio d'inizio : il rapporto umano. La crescita. I genitori. Le aspettative. Il modo in cui un sogno può essere sostenuto… o schiacciato. Dall’altra È solo questione di Algoritmo? : la pressione invisibile del presente. Le dinamiche che ci manipolano. La perdita di consapevolezza. Il rischio di diventare automatici. E la cosa interessante è che questi libri, apparentemente lontani, in realtà dialogano tra loro. Perché nel primo chiedi: “Stiamo ascoltando davvero i nostri figli?” Nel secondo: “Stiamo ascoltando davvero no...

Riflessione di un venerdì notte, ore 00.40

  Rendere grande il nome  è brillare come le stelle,  di luce propria,  ma senza abbaglio.   Perchè la vera grandezza non si impone, si rivela. E chi la incontra la riconosce, senza bisogno di spiegazioni.   Essere grandi non è imporsi, ma lasciare che la propria presenza parli per sé. Come una stella che brilla senza abbagliare, ma che chi guarda il cielo non può fare a meno di notare. La vera luce non ha bisogno di riflettori. È quella che nasce da dentro, che illumina il cammino senza accecare chi lo percorre accanto. È una luce che guida, non che domina. Chi brilla di luce propria lo fa con consapevolezza, con misura, con rispetto per lo spazio altrui. Essere grandi, allora, è un esercizio di equilibrio: tra presenza e umiltà, tra forza e gentilezza. È il coraggio di essere sé stessi senza travestimenti, senza clamore. È la capacità di lasciare che siano gli altri a riconoscere il valore, senza bisogno di proclamarlo. In fondo, le stelle più belle sono ...
 Benvenuto! Ci sono parole che non cercano pubblico, ma ascolto.   Ci sono storie che non iniziano con un incipit, ma con un respiro.   Questo blog nasce così: come uno spazio sospeso tra il detto e il non detto, tra il bisogno di scrivere e il silenzio che accompagna ogni parola. Mi chiamo Francesco Aurilio, ma qui non è il nome a contare.   È il viaggio.   Quello dello scrittore che annota, cancella, riscrive.   Quello del poeta che non cerca rime, ma verità.   Quello del lettore che si perde, e forse si ritrova. In questi diari troverete versi, frammenti, riflessioni.   A volte saranno bozzetti, altre volte confessioni.   Non prometto coerenza, ma presenza.   Non offro risposte, ma domande. Se siete qui, forse anche voi cercate qualcosa.   Una voce, un’ombra, un varco.   Benvenuti.   "È il tempo che hai perduto per la tua rosa che ha reso la tua rosa così importante...