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Stasera

Stasera non seguitemi. Lasciate che il mio passo  si perda da solo. Stasera non seguitemi. Lasciate che la mia voce  resti sospesa nel silenzio. Stasera non seguitemi. Lasciate a me, solo a me, tutti i sogni del mondo. Stasera non seguitemi, lasciate che sia io a seguire voi. Nota d’autore “Stasera non seguitemi” nasce dal bisogno di una pausa, di un angolo d’ombra in cui ritrovare il proprio respiro senza doverlo condividere per forza. Non c’è rabbia in quella richiesta, né distanza ostile: è un gesto gentile, quasi affettuoso, simile a quando si dice a qualcuno “lasciami un attimo, torno subito”. È il desiderio di camminare da soli per qualche passo, solo il tempo necessario per rimettere ordine dentro di sé, per poi tornare e ritrovare gli altri con uno sguardo più leggero.
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Un nuovo inizio, ogni giorno

La parola che speri di sentire, i tuoi occhi la stanno già leggendo. È silenziosa, appagante, matura.  È la stessa voce che ogni giorno, appena ti svegli, ti sussurra: oggi è un nuovo inizio. Fai più di ieri, e avrai fatto abbastanza per domani. A volte la parola che stiamo aspettando non arriva dall’esterno, ma da quello spazio silenzioso che vive dentro di noi. È una voce discreta, matura, che non chiede attenzione: semplicemente si fa trovare, come un promemoria gentile. Ci ricorda che ogni giorno è un nuovo inizio, e che non servono imprese straordinarie per costruire il domani: basta fare un po’ più di ieri. Un passo, un gesto, un pensiero migliore. Il valore non sta nella grandezza dell’azione, ma nella continuità dell’intento . E in quella voce che, senza mai urlare, ci ripete che possiamo ricominciare tutte le volte che serve. Non cercarmi nel clamore, io vivo nel respiro quieto. Ogni mattino mi rinnovo, non per comandare, ma per accompagnare. Sono il passo che cresce, la m...

Il mito di Efeide

La leggenda narra di una giovane guerriera di nome Efeide, nata dal sangue dei Guardiani dei Boschi Sacri. Figlia degli antichi riti, custode del vento tra le foglie, ella crebbe ribelle e indomita. Ricercata dalla Legione degli Zatrari — esseri né uomini né bestie, dannati dalle atrocità che avevano osato compiere — Efeide attraversó una terra lacerata, dove il silenzio stesso pareva temere il loro passo. Fu nel cuore della fuga che il cielo si aprì, e un frammento di roccia ardente precipitò davanti a lei. Efeide lo raccolse e comprese: il fato le aveva consegnato un dono astrale, l’unica arma capace di spezzare il dominio degli Zatrari.  Allora scelse la via del fuoco. Salì il fianco dell’Etna, il più antico dei vulcani, la montagna che respira come una creatura viva. Giunta al cratere, invocò Jeridea, Guardiana delle Fiamme. E quando gettò il meteorite nella gola del Vulcano, l’Etna ruggì. Dal cratere esplosero scintille titaniche: salirono verso il firmamento, si distesero com...

Basta una scintilla, poi il viaggio

Da una semplice riflessione può scatenarsi un big bang di idee. Ma restano vuote, inerti, se non le nutri con i sentimenti: quelli che si misurano in una sola lacrima che scivola lungo il viso. Un viaggio in auto o in moto può accendere la scintilla. E mentre le ruote girano sull'asfalto, l'immaginazione vola sopra di esso, senza attrito, senza freni.  Viaggia libera sul manto del vento che ti arriva addosso e si fa uragano di idee e positive vibrazioni. In fondo, muoversi verso un luogo esterno è spesso il modo più semplice per muoversi verso un luogo interno. Basta una scintilla. Poi il viaggio fa il resto ed a volte, mentre la strada si apre davanti, ti accorgi che qualcosa dentro di te torna a farsi sentire: un desiderio, un rimpianto, una domanda rimasta in sospeso. E lì il viaggio non è più solo un tragitto, ma un modo per riannodare i fili con te stesso, come se la velocità avesse il potere di rimettere ordine nel caos. A me è accaduto domenica scorsa, 16 novembre 2025. ...

Vulnerabile

Vulnerabile sei, quando il mondo bussa  e tu senza chiedere,  apri la porta. La sensibilità, nell'attimo, ti veste la pelle, e avverti sul viso la prima goccia d’acqua, prima che cominci a piovere. Prima che diviene tempesta. Ti bagna, ti investe, ti avvolge senza riparo. Come naufraga, ti trovi immersa nel mare della vita. Comprendi quindi  che sei viva, poiché senti, perché vibri. Solamente dopo, quando si desta il tuo buio, richiudi la porta e domani, forse, la aprirai. Di nuovo. Magari. Vulnerabilità come condizione umana La filosofia ha spesso visto la vulnerabilità non come un difetto, ma come la cifra essenziale dell’esistenza.   - Heidegger parlava dell’“essere-gettato” nel mondo: non scegliamo le condizioni di partenza, siamo esposti.   - Levinas sottolineava che l’apertura all’altro nasce proprio dalla nostra fragilità: il volto dell’altro ci interpella, ci rende responsabili.   - Simone Weil vedeva nella vulnerabilità la possibili...

Briciole, immagini e Poesia

Le parole sono pennellate sulla tela del tempo, e le immagini sono versi silenziosi che raccontano storie senza bisogno di suoni. "Dipinti di Parole" nasce dall’incontro tra emozione e forma, tra poesia e arte visiva. Ogni pagina è un frammento di vita, un’eco di sensazioni che si trasformano in versi e colori, creando un dialogo tra il sentire e il vedere.  Questa raccolta raccoglie i componimenti che più mi hanno segnato, accompagnati da immagini che ne amplificano il significato e la forza evocativa. È un viaggio attraverso la memoria, la malinconia, la speranza e la riflessione, dove ogni parola si mescola ai contorni sfumati di un dipinto che esiste non solo sulla carta, ma dentro chi lo osserva. Immergiti in questo percorso di suggestioni e lasciati trasportare dalle emozioni che scorrono, proprio come il tempo e l’arte. Disponibile su Amazon

Riflessione di un venerdì notte, ore 00.40

  Rendere grande il nome  è brillare come le stelle,  di luce propria,  ma senza abbaglio.   Perchè la vera grandezza non si impone, si rivela. E chi la incontra la riconosce, senza bisogno di spiegazioni.   Essere grandi non è imporsi, ma lasciare che la propria presenza parli per sé. Come una stella che brilla senza abbagliare, ma che chi guarda il cielo non può fare a meno di notare. La vera luce non ha bisogno di riflettori. È quella che nasce da dentro, che illumina il cammino senza accecare chi lo percorre accanto. È una luce che guida, non che domina. Chi brilla di luce propria lo fa con consapevolezza, con misura, con rispetto per lo spazio altrui. Essere grandi, allora, è un esercizio di equilibrio: tra presenza e umiltà, tra forza e gentilezza. È il coraggio di essere sé stessi senza travestimenti, senza clamore. È la capacità di lasciare che siano gli altri a riconoscere il valore, senza bisogno di proclamarlo. In fondo, le stelle più belle sono ...