«È tempo di fare spazio e di riempire col vuoto la distanza che ci divide, cosi posso avvicinarmi a te alla velocità della luce.» disse Universo. «Tutto ciò non ha senso poiché se farai spazio, sarò destinata ad allontanarmi sempre più.» rispose Stella. «E io diventerò un orizzonte degli eventi», disse allora Universo, «così che nulla di ciò che emani possa più sfuggirmi». «Ma se diventi un orizzonte», sussurrò Stella, «io smetterò di brillare per gli altri e brillerò solo nel tuo buio, fino a spegnermi». «Esatto», concluse Universo, «finalmente non sarai più una luce nel vuoto che non scalda, ma la luce del mio buio che si infiamma in un attimo e diviene eterno».
La leggenda narra di una giovane guerriera di nome Efeide, nata dal sangue dei Guardiani dei Boschi Sacri. Figlia degli antichi riti, custode del vento tra le foglie, ella crebbe ribelle e indomita. Ricercata dalla Legione degli Zatrari — esseri né uomini né bestie, dannati dalle atrocità che avevano osato compiere — Efeide attraversó una terra lacerata, dove il silenzio stesso pareva temere il loro passo. Fu nel cuore della fuga che il cielo si aprì, e un frammento di roccia ardente precipitò davanti a lei. Efeide lo raccolse e comprese: il fato le aveva consegnato un dono astrale, l’unica arma capace di spezzare il dominio degli Zatrari. Allora scelse la via del fuoco. Salì il fianco dell’Etna, il più antico dei vulcani, la montagna che respira come una creatura viva. Giunta al cratere, invocò Jeridea, Guardiana delle Fiamme. E quando gettò il meteorite nella gola del Vulcano, l’Etna ruggì. Dal cratere esplosero scintille titaniche: salirono verso il firmamento, si distesero com...