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Salone Internazionale del Libro di Torino 2026

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Resisti!

Un mi fari troppu mali,
ti imploro! 
Cu li to' ondi,
tu m'ha sempri carezzatu, ruci ruci.
Ma sta vota nun mi piaci!

Disse la Sicilia al suo mare.
E il mare, che spingeva e tirava, rispose:

Cara mia...un ne' mica mia la culpa!
Di sto ventu nun ci si po' fidari.
È nu turmentu!
Vulissi stari calmu, lisciu, chiattu
ma stu signuri, mi pari Harry lu chiamanu,
nun s'arrenni!
Vucia forti e si stramina
comu si vulissi astutari milli cannili!
Fa chiú dannu chi piaciri.
Io ci lu rissi: 
"unne mica u nostru annu!"
Amica mia, 
resisti..
natru pocu
ca quannu stu tiziu sa stancatu
comu vinni, sinni va'
e iu pozzu turnari ad allisciariti.

La Sicilia, ormai stretta nella morsa del ciclone, infine disse:

Stu distraziatu assai danni mi fici!
Ti custretti cu li to' onde 
a strappari alberi, sabbia e pici.
Speramu ca' prestu s'arrenne,
ca ni lassassi in paci!
Ahi..ahi chi sugnu stanca...
mi vulissi anticchia ripusari
e di li to' onde giuvari a frischizza.

Ma ora a resístiri.
Na' me vita resistivu a cosi chiú gravi!
Porti, stradi, alberi, costruzioni,
tinitivi forti a mia.
E quannu lu ventu s'arrenne,
virimu tutti li danni ca' ni fici.

Caro mari,
nun ti scurdari
ca’ sta terra
nun s’affunna,
mancu quannu trema.
Ma ora taci.
Ca’ puru li feriti
hannu bisognu
di silenzi.


 

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Riflessione di un venerdì notte, ore 00.40

  Rendere grande il nome  è brillare come le stelle,  di luce propria,  ma senza abbaglio.   Perchè la vera grandezza non si impone, si rivela. E chi la incontra la riconosce, senza bisogno di spiegazioni.   Essere grandi non è imporsi, ma lasciare che la propria presenza parli per sé. Come una stella che brilla senza abbagliare, ma che chi guarda il cielo non può fare a meno di notare. La vera luce non ha bisogno di riflettori. È quella che nasce da dentro, che illumina il cammino senza accecare chi lo percorre accanto. È una luce che guida, non che domina. Chi brilla di luce propria lo fa con consapevolezza, con misura, con rispetto per lo spazio altrui. Essere grandi, allora, è un esercizio di equilibrio: tra presenza e umiltà, tra forza e gentilezza. È il coraggio di essere sé stessi senza travestimenti, senza clamore. È la capacità di lasciare che siano gli altri a riconoscere il valore, senza bisogno di proclamarlo. In fondo, le stelle più belle sono ...
 Benvenuto! Ci sono parole che non cercano pubblico, ma ascolto.   Ci sono storie che non iniziano con un incipit, ma con un respiro.   Questo blog nasce così: come uno spazio sospeso tra il detto e il non detto, tra il bisogno di scrivere e il silenzio che accompagna ogni parola. Mi chiamo Francesco Aurilio, ma qui non è il nome a contare.   È il viaggio.   Quello dello scrittore che annota, cancella, riscrive.   Quello del poeta che non cerca rime, ma verità.   Quello del lettore che si perde, e forse si ritrova. In questi diari troverete versi, frammenti, riflessioni.   A volte saranno bozzetti, altre volte confessioni.   Non prometto coerenza, ma presenza.   Non offro risposte, ma domande. Se siete qui, forse anche voi cercate qualcosa.   Una voce, un’ombra, un varco.   Benvenuti.   "È il tempo che hai perduto per la tua rosa che ha reso la tua rosa così importante...