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C'è sempre un modo

A volte la vita fa cadere grossi tronchi sul nostro sentiero. Quando ne incontriamo uno, la prima reazione è quasi sempre la stessa: fermarsi . Se siamo abbastanza agili, forse lo scavalchiamo. Se conosciamo una strada alternativa, possiamo aggirarlo. Se siamo abbastanza forti, magari riusciamo perfino a spostarlo. Ma cosa succede quando nessuna di queste opzioni è disponibile? Torniamo indietro? È proprio in quel momento che il tronco smette di essere un semplice ostacolo e assume una forma diversa: quella della resistenza . La resistenza è tutto ciò che si frappone tra noi e il nostro obiettivo. Può essere una difficoltà economica, una malattia, una delusione, una paura, il giudizio degli altri, oppure quella voce silenziosa che ci sussurra che non ne vale la pena. La resistenza ha una caratteristica particolare: non ci impedisce sempre di procedere. Spesso cerca semplicemente di convincerci a smettere. Per questo motivo il vero problema non è il tronco. Il vero problema è decidere c...

Resisti!

Un mi fari troppu mali,
ti imploro! 
Cu li to' ondi,
tu m'ha sempri carezzatu, ruci ruci.
Ma sta vota nun mi piaci!

Disse la Sicilia al suo mare.
E il mare, che spingeva e tirava, rispose:

Cara mia...un ne' mica mia la culpa!
Di sto ventu nun ci si po' fidari.
È nu turmentu!
Vulissi stari calmu, lisciu, chiattu
ma stu signuri, mi pari Harry lu chiamanu,
nun s'arrenni!
Vucia forti e si stramina
comu si vulissi astutari milli cannili!
Fa chiú dannu chi piaciri.
Io ci lu rissi: 
"unne mica u nostru annu!"
Amica mia, 
resisti..
natru pocu
ca quannu stu tiziu sa stancatu
comu vinni, sinni va'
e iu pozzu turnari ad allisciariti.

La Sicilia, ormai stretta nella morsa del ciclone, infine disse:

Stu distraziatu assai danni mi fici!
Ti custretti cu li to' onde 
a strappari alberi, sabbia e pici.
Speramu ca' prestu s'arrenne,
ca ni lassassi in paci!
Ahi..ahi chi sugnu stanca...
mi vulissi anticchia ripusari
e di li to' onde giuvari a frischizza.

Ma ora a resístiri.
Na' me vita resistivu a cosi chiú gravi!
Porti, stradi, alberi, costruzioni,
tinitivi forti a mia.
E quannu lu ventu s'arrenne,
virimu tutti li danni ca' ni fici.

Caro mari,
nun ti scurdari
ca’ sta terra
nun s’affunna,
mancu quannu trema.
Ma ora taci.
Ca’ puru li feriti
hannu bisognu
di silenzi.


 

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