La primavera è arrivata e si sente nell'aria che cambia, nella luce che finalmente torna a farsi vedere e nelle giornate che non finiscono più. Eppure, nonostante fuori tutto sembri rigenerarsi, capita di sentirsi bloccati nelle solite abitudini, con gli stessi pensieri e quella stanchezza che non se ne va. Ci piace raccontarci che basti un cambio di stagione per svoltare, che il calore del sole o un po' di colore in giro siano la cura a tutto, ma la realtà è un po' meno poetica di così. La verità è che la primavera non riesce a entrarti dentro se non decidi di farle spazio, e noi, di spazio, non ne lasciamo proprio più. Siamo costantemente sommersi dalle notifiche, dal rumore e da mille piccole cose inutili che però ci sembrano tutte urgentissime. Il risultato è un contrasto strano: fuori fiorisce ogni cosa, mentre dentro di noi tutto resta fermo. Stare bene non è un processo automatico che scatta solo perché abbiamo girato la pagina del calendario. Succede piuttosto quand...
«È tempo di fare spazio e di riempire col vuoto la distanza che ci divide, cosi posso avvicinarmi a te alla velocità della luce.» disse Universo. «Tutto ciò non ha senso poiché se farai spazio, sarò destinata ad allontanarmi sempre più.» rispose Stella. «E io diventerò un orizzonte degli eventi», disse allora Universo, «così che nulla di ciò che emani possa più sfuggirmi». «Ma se diventi un orizzonte», sussurrò Stella, «io smetterò di brillare per gli altri e brillerò solo nel tuo buio, fino a spegnermi». «Esatto», concluse Universo, «finalmente non sarai più una luce nel vuoto che non scalda, ma la luce del mio buio che si infiamma in un attimo e diviene eterno».