Ci sono giorni in cui guardiamo il mare senza cercare niente. Restiamo lì . Seguiamo un’onda, poi un’altra. Lasciamo che lo sguardo arrivi fino all’orizzonte e per qualche minuto ci convinciamo di stare osservando qualcosa che è fuori da noi. Eppure succede una cosa strana. Più lo guardiamo, più cominciamo a guardarci dentro . Forse è per questo che al mare affidiamo pensieri che altrove facciamo fatica persino a formulare. Davanti a quella distesa enorme diventano improvvisamente più piccoli, oppure finalmente abbastanza grandi da poterli vedere. Il mare non risponde ma ascolta benissimo. Quando ho cominciato a immaginare Affidalo al Mare , pensavo soprattutto a chi avrebbe scritto una Bottiglia . A quella persona che, magari nel cuore della notte, avrebbe aperto una pagina bianca e scritto qualcosa che non aveva mai detto a nessuno. Una paura. Una rabbia. Una confessione. Una speranza un po’ stupida. Un ricordo che continua a fare male. Poi mi sono accorto che stavo guardando soltant...
Manca un giorno.
Siamo agli sgoccioli.
Le valigie si riempiono di cose.
La testa di pensieri.
Il futuro di sogni.
C’è sempre qualcosa che sembra mancare all’ultimo momento. Un caricatore dimenticato. Una camicia da piegare. Un libro da sistemare meglio. Un dubbio che arriva puntuale, senza invito.
Hai fatto tutto?
Basterà?
Piacerà?
Qualcuno si fermerà davvero?
Poi ti fermi un istante e realizzi che certi viaggi iniziano molto prima della partenza.
Cominciano davanti a una pagina bianca.
In una notte in cui un’idea decide di non lasciarti dormire.
In tutte quelle volte in cui hai pensato “forse questa storia merita di esistere.”
Domani partirò per il Salone Internazionale del Libro di Torino.
Un luogo che, per chi ama scrivere e leggere, non è semplicemente una fiera.
È una dimensione parallela fatta di carta, parole, incontri, voci, attese e possibilità.
Quest’anno ci sarò con due libri profondamente diversi ma legati dallo stesso filo invisibile.
"Fischio d’inizio", che parla ai genitori di sport, crescita, aspettative e del delicato equilibrio tra accompagnare e spingere.
"È solo questione di Algoritmo?", che affronta il rapporto tra uomo, tecnologia, attenzione e consapevolezza in un mondo progettato per catturarci.
Due percorsi diversi.
Una stessa domanda di fondo:
stiamo vivendo davvero in modo consapevole ciò che ci attraversa?
Ora manca un giorno.
In questo strano confine tra preparazione e partenza convivono entusiasmo, adrenalina, gratitudine e quella sottile paura che accompagna sempre le cose importanti.
Ma forse è proprio questo il segnale giusto.
Perché i sogni che non fanno tremare un po’… forse non stanno puntando abbastanza in alto.
Ci vediamo a Torino.

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