Passa ai contenuti principali

Sotto il cielo di Scozia

Il ticchettio della pioggia desta la mia memoria e mi porta indietro di qualche tempo. Quando giunsi in Scozia, capii che era magica. Antica, seducente, misteriosa.  I suoi laghi scuri, lunghi e profondi. Le sue colline verdeggianti e la pioggia. Da siciliano, quelle persistenti giornate grigie mi strattonavano l'anima. Le accoglievo come qualcosa di nuovo, di diverso, unico. Era come vivere in un film o esplorare un mondo tratto da un libro fantasy. Da amante del genere, ne fui catturato.  Mi innamorai presto. Dell'architettura gotica, dei cimiteri silenziosi, del grigio mescolato al verde. Dei corsi d'acqua che saltano giù dalle alture, nebulizzandosi nell'aria fresca d'estate. Del suono delle cornamuse. Dei castelli. Di Edimburgo. Quella pietra scura che sembra assorbire la pioggia anziché respingerla, creava un'eleganza severa e ipnotica. Tornato in Sicilia, ero così eccitato che in una settimana mi guardai i film più famosi ambientati in quei luoghi. Adesso...

Sotto il cielo di Scozia

Il ticchettio della pioggia desta la mia memoria e mi porta indietro di qualche tempo.

Quando giunsi in Scozia, capii che era magica. Antica, seducente, misteriosa. 

I suoi laghi scuri, lunghi e profondi. Le sue colline verdeggianti e la pioggia. Da siciliano, quelle persistenti giornate grigie mi strattonavano l'anima. Le accoglievo come qualcosa di nuovo, di diverso, unico. Era come vivere in un film o esplorare un mondo tratto da un libro fantasy. Da amante del genere, ne fui catturato. 

Mi innamorai presto. Dell'architettura gotica, dei cimiteri silenziosi, del grigio mescolato al verde. Dei corsi d'acqua che saltano giù dalle alture, nebulizzandosi nell'aria fresca d'estate.

Del suono delle cornamuse. Dei castelli. Di Edimburgo. Quella pietra scura che sembra assorbire la pioggia anziché respingerla, creava un'eleganza severa e ipnotica.

Tornato in Sicilia, ero così eccitato che in una settimana mi guardai i film più famosi ambientati in quei luoghi.

Adesso, a distanza di qualche anno, il ticchettio della pioggia me ne dà memoria.

«Era come vivere in un film,» pensai mentre attraversavo un ponte di pietra, «come se ogni sentiero potesse portarmi alla corte di un re dimenticato.»




Commenti

Post popolari in questo blog

Riflessione di un venerdì notte, ore 00.40

  Rendere grande il nome  è brillare come le stelle,  di luce propria,  ma senza abbaglio.   Perchè la vera grandezza non si impone, si rivela. E chi la incontra la riconosce, senza bisogno di spiegazioni.   Essere grandi non è imporsi, ma lasciare che la propria presenza parli per sé. Come una stella che brilla senza abbagliare, ma che chi guarda il cielo non può fare a meno di notare. La vera luce non ha bisogno di riflettori. È quella che nasce da dentro, che illumina il cammino senza accecare chi lo percorre accanto. È una luce che guida, non che domina. Chi brilla di luce propria lo fa con consapevolezza, con misura, con rispetto per lo spazio altrui. Essere grandi, allora, è un esercizio di equilibrio: tra presenza e umiltà, tra forza e gentilezza. È il coraggio di essere sé stessi senza travestimenti, senza clamore. È la capacità di lasciare che siano gli altri a riconoscere il valore, senza bisogno di proclamarlo. In fondo, le stelle più belle sono ...
 Benvenuto! Ci sono parole che non cercano pubblico, ma ascolto.   Ci sono storie che non iniziano con un incipit, ma con un respiro.   Questo blog nasce così: come uno spazio sospeso tra il detto e il non detto, tra il bisogno di scrivere e il silenzio che accompagna ogni parola. Mi chiamo Francesco Aurilio, ma qui non è il nome a contare.   È il viaggio.   Quello dello scrittore che annota, cancella, riscrive.   Quello del poeta che non cerca rime, ma verità.   Quello del lettore che si perde, e forse si ritrova. In questi diari troverete versi, frammenti, riflessioni.   A volte saranno bozzetti, altre volte confessioni.   Non prometto coerenza, ma presenza.   Non offro risposte, ma domande. Se siete qui, forse anche voi cercate qualcosa.   Una voce, un’ombra, un varco.   Benvenuti.   "È il tempo che hai perduto per la tua rosa che ha reso la tua rosa così importante...

Sii Luce e sarai Faro per gli altri

Sii Luce e sarai Faro per gli altri cosa significa veramente? Splendere per sé stessi senza oscurare gli altri. "Splendere per sé stessi senza oscurare gli altri” è il cuore di questo concetto. Significa: - Essere pienamente sé stessi: vivere con integrità, seguire i propri valori, coltivare la propria crescita. - Ispirare senza dominare: il tuo esempio può motivare gli altri, ma non li mette in ombra. - Condividere luce, non competere: la tua luce non toglie nulla a quella degli altri, anzi, può accenderla. È una visione della leadership e dell’influenza basata sull’essere, non sull’apparire. Come un faro che non si muove, ma guida le navi nella notte grazie alla sua luce stabile. Come splendere per sé stessi - Coltiva la tua autenticità: Non cercare di piacere a tutti. Quando sei fedele a te stesso, la tua luce è vera e potente. - Prenditi cura del tuo benessere: Corpo, mente, spirito. Dormi bene, mangia con consapevolezza, medita, cammina nella natura. - Nutri la tua passione: ...