A volte la vita fa cadere grossi tronchi sul nostro sentiero.
Quando ne incontriamo uno, la prima reazione è quasi sempre la stessa: fermarsi.
Se siamo abbastanza agili, forse lo scavalchiamo. Se conosciamo una strada alternativa, possiamo aggirarlo. Se siamo abbastanza forti, magari riusciamo perfino a spostarlo.
Ma cosa succede quando nessuna di queste opzioni è disponibile?
Torniamo indietro?
È proprio in quel momento che il tronco smette di essere un semplice ostacolo e assume una forma diversa: quella della resistenza.
La resistenza è tutto ciò che si frappone tra noi e il nostro obiettivo. Può essere una difficoltà economica, una malattia, una delusione, una paura, il giudizio degli altri, oppure quella voce silenziosa che ci sussurra che non ne vale la pena.
La resistenza ha una caratteristica particolare: non ci impedisce sempre di procedere. Spesso cerca semplicemente di convincerci a smettere.
Per questo motivo il vero problema non è il tronco.
Il vero problema è decidere cosa fare quando il cammino non è più libero.
Perché ogni percorso che abbia un valore, prima o poi, incontra una resistenza.
E forse la differenza tra chi realizza un sogno e chi lo abbandona non sta nel numero di ostacoli incontrati, ma nella scelta di restare sul sentiero anche quando il passaggio sembra impossibile.
A volte basta fermarsi, respirare e cercare un nuovo modo di avanzare.
Un passo alla volta.
Perché il tronco è fermo.
Noi, invece, possiamo ancora muoverci.

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