Passa ai contenuti principali

Dalla cima

Ho portato le mie ultime due sillogi sulla cima di un monte. Da quassù il mare sembra infinito. E i libri, improvvisamente, sembrano piccoli. Tra la macchia secca e il cielo aperto Il mare come sfondo, la roccia come piedistallo La punta del promontorio oltre le parole Posati come se conoscessero quel posto Il borgo in basso, le parole in alto Quando la poesia si fa immagine — e poi paesaggio Da quassù tutto sembra trovare la sua misura ← → 1 / 8 Ci sono luoghi che ridimensionano tutto. Questa mattina ho caricato nello zaino Un giorno la Poesia salverà il Mondo e Dipinti di Parole — le mie ultime due sillogi — e ho salito il sentiero fino in cima. Non sapevo bene ...

Dalla cima

Ho portato le mie ultime due sillogi sulla cima di un monte.
Da quassù il mare sembra infinito.
E i libri, improvvisamente, sembrano piccoli.

Ci sono luoghi che ridimensionano tutto. Questa mattina ho caricato nello zaino Un giorno la Poesia salverà il Mondo e Dipinti di Parole — le mie ultime due sillogi — e ho salito il sentiero fino in cima. Non sapevo bene perché lo stessi facendo. L'ho capito solo quando me li sono trovati in mano, con il Mediterraneo dietro.

Erano piccoli. Piccoli come siamo noi quando smettiamo di recitare la parte degli importanti. E c'era qualcosa di liberatorio in quella piccolezza — come se finalmente le parole tornassero al loro posto esatto: non più grandi del mondo, ma dentro il mondo.

Forse è proprio questo il compito di un libro: ricordarci che siamo una parte minuscola di qualcosa di molto più vasto, e che vale comunque la pena provare a raccontarlo.

Siamo piccoli.
Vale la pena raccontarlo lo stesso.

Commenti

Post popolari in questo blog

Salone Internazionale del Libro di Torino 2026

                                                    SalTo 2026 📚 14-18 maggio.  Ci saremo! Fischio d’inizio  e   È solo questione di Algoritmo? 📚 Al Salone del Libro di Torino 2026 ci sarò io, e ci saranno loro. Due titoli. Ma in realtà, Francesco, al Salone porterà due facce della stessa domanda. Da una parte Fischio d'inizio : il rapporto umano. La crescita. I genitori. Le aspettative. Il modo in cui un sogno può essere sostenuto… o schiacciato. Dall’altra È solo questione di Algoritmo? : la pressione invisibile del presente. Le dinamiche che ci manipolano. La perdita di consapevolezza. Il rischio di diventare automatici. E la cosa interessante è che questi libri, apparentemente lontani, in realtà dialogano tra loro. Perché nel primo chiedi: “Stiamo ascoltando davvero i nostri figli?” Nel secondo: “Stiamo ascoltando davvero no...

Riflessione di un venerdì notte, ore 00.40

  Rendere grande il nome  è brillare come le stelle,  di luce propria,  ma senza abbaglio.   Perchè la vera grandezza non si impone, si rivela. E chi la incontra la riconosce, senza bisogno di spiegazioni.   Essere grandi non è imporsi, ma lasciare che la propria presenza parli per sé. Come una stella che brilla senza abbagliare, ma che chi guarda il cielo non può fare a meno di notare. La vera luce non ha bisogno di riflettori. È quella che nasce da dentro, che illumina il cammino senza accecare chi lo percorre accanto. È una luce che guida, non che domina. Chi brilla di luce propria lo fa con consapevolezza, con misura, con rispetto per lo spazio altrui. Essere grandi, allora, è un esercizio di equilibrio: tra presenza e umiltà, tra forza e gentilezza. È il coraggio di essere sé stessi senza travestimenti, senza clamore. È la capacità di lasciare che siano gli altri a riconoscere il valore, senza bisogno di proclamarlo. In fondo, le stelle più belle sono ...
 Benvenuto! Ci sono parole che non cercano pubblico, ma ascolto.   Ci sono storie che non iniziano con un incipit, ma con un respiro.   Questo blog nasce così: come uno spazio sospeso tra il detto e il non detto, tra il bisogno di scrivere e il silenzio che accompagna ogni parola. Mi chiamo Francesco Aurilio, ma qui non è il nome a contare.   È il viaggio.   Quello dello scrittore che annota, cancella, riscrive.   Quello del poeta che non cerca rime, ma verità.   Quello del lettore che si perde, e forse si ritrova. In questi diari troverete versi, frammenti, riflessioni.   A volte saranno bozzetti, altre volte confessioni.   Non prometto coerenza, ma presenza.   Non offro risposte, ma domande. Se siete qui, forse anche voi cercate qualcosa.   Una voce, un’ombra, un varco.   Benvenuti.   "È il tempo che hai perduto per la tua rosa che ha reso la tua rosa così importante...