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Visualizzazione dei post da settembre, 2026

Affidalo al Mare: un luogo per le parole che non sappiamo a chi dire

Ci sono parole che hanno un destinatario preciso e poi ce ne sono altre. Quelle che vorremmo dire, ma non sappiamo a chi. Quelle rimaste troppo a lungo dentro. Un pensiero arrivato nel cuore della notte, un ricordo, una paura, una speranza. Qualcosa che forse non abbiamo mai raccontato a nessuno o che, semplicemente, vorremmo lasciare andare. È da questa idea che, qualche mese fa, è nato Affidalo al Mare . All'inizio era poco più di un'immagine. Una spiaggia deserta. Una bottiglia. Un foglio bianco. Qualcosa da scrivere. E una domanda: cosa accadrebbe se potessimo affidare quelle parole al caso? Da un'idea a un luogo Da quella domanda è nata una web app. Affidalo al Mare è uno spazio anonimo nel quale un Navigante può scrivere un pensiero e affidarlo simbolicamente a una bottiglia. Da quel momento non decide più dove andrà. Lo decide il Mare . La bottiglia raggiungerà casualmente un altro Navigante: uno sconosciuto che non conoscerà il nome di chi ha scritto,...

Affidalo al Mare: un luogo per le parole che non sappiamo a chi dire

Ci sono parole che hanno un destinatario preciso e poi ce ne sono altre. Quelle che vorremmo dire, ma non sappiamo a chi. Quelle rimaste troppo a lungo dentro. Un pensiero arrivato nel cuore della notte, un ricordo, una paura, una speranza. Qualcosa che forse non abbiamo mai raccontato a nessuno o che, semplicemente, vorremmo lasciare andare. È da questa idea che, qualche mese fa, è nato Affidalo al Mare . All'inizio era poco più di un'immagine. Una spiaggia deserta. Una bottiglia. Un foglio bianco. Qualcosa da scrivere. E una domanda: cosa accadrebbe se potessimo affidare quelle parole al caso? Da un'idea a un luogo Da quella domanda è nata una web app. Affidalo al Mare è uno spazio anonimo nel quale un Navigante può scrivere un pensiero e affidarlo simbolicamente a una bottiglia. Da quel momento non decide più dove andrà. Lo decide il Mare . La bottiglia raggiungerà casualmente un altro Navigante: uno sconosciuto che non conoscerà il nome di chi ha scritto,...

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Salone Internazionale del Libro di Torino 2026

                                                    SalTo 2026 📚 14-18 maggio.  Ci saremo! Fischio d’inizio  e   È solo questione di Algoritmo? 📚 Al Salone del Libro di Torino 2026 ci sarò io, e ci saranno loro. Due titoli. Ma in realtà, Francesco, al Salone porterà due facce della stessa domanda. Da una parte Fischio d'inizio : il rapporto umano. La crescita. I genitori. Le aspettative. Il modo in cui un sogno può essere sostenuto… o schiacciato. Dall’altra È solo questione di Algoritmo? : la pressione invisibile del presente. Le dinamiche che ci manipolano. La perdita di consapevolezza. Il rischio di diventare automatici. E la cosa interessante è che questi libri, apparentemente lontani, in realtà dialogano tra loro. Perché nel primo chiedi: “Stiamo ascoltando davvero i nostri figli?” Nel secondo: “Stiamo ascoltando davvero no...

Riflessione di un venerdì notte, ore 00.40

  Rendere grande il nome  è brillare come le stelle,  di luce propria,  ma senza abbaglio.   Perchè la vera grandezza non si impone, si rivela. E chi la incontra la riconosce, senza bisogno di spiegazioni.   Essere grandi non è imporsi, ma lasciare che la propria presenza parli per sé. Come una stella che brilla senza abbagliare, ma che chi guarda il cielo non può fare a meno di notare. La vera luce non ha bisogno di riflettori. È quella che nasce da dentro, che illumina il cammino senza accecare chi lo percorre accanto. È una luce che guida, non che domina. Chi brilla di luce propria lo fa con consapevolezza, con misura, con rispetto per lo spazio altrui. Essere grandi, allora, è un esercizio di equilibrio: tra presenza e umiltà, tra forza e gentilezza. È il coraggio di essere sé stessi senza travestimenti, senza clamore. È la capacità di lasciare che siano gli altri a riconoscere il valore, senza bisogno di proclamarlo. In fondo, le stelle più belle sono ...
 Benvenuto! Ci sono parole che non cercano pubblico, ma ascolto.   Ci sono storie che non iniziano con un incipit, ma con un respiro.   Questo blog nasce così: come uno spazio sospeso tra il detto e il non detto, tra il bisogno di scrivere e il silenzio che accompagna ogni parola. Mi chiamo Francesco Aurilio, ma qui non è il nome a contare.   È il viaggio.   Quello dello scrittore che annota, cancella, riscrive.   Quello del poeta che non cerca rime, ma verità.   Quello del lettore che si perde, e forse si ritrova. In questi diari troverete versi, frammenti, riflessioni.   A volte saranno bozzetti, altre volte confessioni.   Non prometto coerenza, ma presenza.   Non offro risposte, ma domande. Se siete qui, forse anche voi cercate qualcosa.   Una voce, un’ombra, un varco.   Benvenuti.   "È il tempo che hai perduto per la tua rosa che ha reso la tua rosa così importante...