Ci sono parole che hanno un destinatario preciso e poi ce ne sono altre.
Quelle che vorremmo dire, ma non sappiamo a chi. Quelle rimaste troppo a lungo dentro. Un pensiero arrivato nel cuore della notte, un ricordo, una paura, una speranza. Qualcosa che forse non abbiamo mai raccontato a nessuno o che, semplicemente, vorremmo lasciare andare.
È da questa idea che, qualche mese fa, è nato Affidalo al Mare.
All'inizio era poco più di un'immagine.
Una spiaggia deserta.
Una bottiglia.
Un foglio bianco.
Qualcosa da scrivere.
E una domanda: cosa accadrebbe se potessimo affidare quelle parole al caso?
Da un'idea a un luogo
Da quella domanda è nata una web app.
Affidalo al Mare è uno spazio anonimo nel quale un Navigante può scrivere un pensiero e affidarlo simbolicamente a una bottiglia.
Da quel momento non decide più dove andrà.
Lo decide il Mare.
La bottiglia raggiungerà casualmente un altro Navigante: uno sconosciuto che non conoscerà il nome di chi ha scritto, non vedrà il suo volto e non saprà nulla della sua vita.
Avrà davanti soltanto le sue parole.
Potrà leggerle e lasciarle tornare al Mare, perché qualcun altro le raccolga. Oppure potrà scegliere di fermarsi e rispondere.
Una sola volta.
Perché Affidalo al Mare non vuole diventare una chat e non vuole essere un altro social network.
Non ci sono follower da conquistare, like da contare o profili da costruire.
Ci sono due sconosciuti e delle parole che, per un istante, si incontrano.
Poi ognuno riprende la propria rotta.
Perché proprio il Mare?
Viviamo in un mondo che corre.
Un mondo nel quale siamo continuamente invitati a mostrarci, raccontarci, commentare, reagire. E nel quale, molto spesso, prima ancora di ascoltare qualcuno abbiamo già deciso cosa pensare di lui.
Volevo provare a costruire qualcosa che funzionasse al contrario.
Un luogo dove non fosse importante sapere chi ha scritto, ma soltanto cosa ha scritto.
Dove una parola non valesse di più perché pronunciata dalla persona giusta, accompagnata dalla fotografia giusta o premiata da cento cuori.
Qui non ci sono nomi né volti.
Solo parole.
E forse proprio l'anonimato può restituire loro qualcosa che altrove abbiamo perso: il tempo dell'ascolto.
Il Mare ha i suoi primi Naviganti
Oggi posso finalmente raccontare che Affidalo al Mare esiste.
La web app è funzionante ed è entrata nella sua prima fase di beta test.
Per il momento il Mare è chiuso al pubblico. Ho affidato questa prima traversata a un piccolo gruppo di persone: saranno loro i primi Naviganti.
Scriveranno le prime bottiglie, ne raccoglieranno altre, risponderanno. Ma soprattutto metteranno alla prova il Mare: mi aiuteranno a capire cosa funziona, cosa non è abbastanza chiaro, cosa deve essere corretto e cosa può essere migliorato prima di aprire le porte a tutti.
Mi piace pensare che, quando un giorno guarderò indietro alla storia di questo progetto, da qualche parte ci saranno ancora le tracce di queste prime bottiglie.
Le prime affidate davvero al Mare.
E adesso?
Adesso si naviga in acque protette ancora per un po'.
Poi arriverà il momento di aprirle.
Ho già preparato una landing page per chi vuole essere avvisato quando Affidalo al Mare sarà disponibile per tutti.
Basta lasciare il proprio indirizzo email. Nessuna newsletter, nessuna sequenza di messaggi: servirà per ricevere l'avviso quando il Mare aprirà.
E quando arriverà quel momento, potra diventare Navigante anche tu.
Forse affiderai al Mare qualcosa che non avevi mai detto.
Forse raccoglierai le parole di uno sconosciuto.
Forse deciderai di rispondergli.
Non posso sapere quali bottiglie partiranno, chi le troverà o quali parole torneranno indietro.
Ed è proprio questo il punto.
Il caso è parte del viaggio.
Il Mare, intanto, si sta preparando.
🌊 Scrivi. Lascia andare. Qualcuno, un giorno, potrebbe risponderti.

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