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Le stelle che cadono non si fanno male

Si dice che quando si fissa una stella, essa si muova. È vero o almeno così mi è sembrato. La notte tra il 12 e il 13 agosto ho abbracciato il cielo, dopo tanto tempo. Lontano dalla città e dalle sue luci, mi sono disteso su una sdraio, come fosse un lettino. Gli occhi alla ricerca della prossima stella cadente e un paio di desideri sempre accesi, pronti per essere spesi. Ogni tanto una scia attraversava il cielo. Rapida. Il tempo di accorgermene e si era già spenta. Così ho cominciato a fare una cosa che non facevo da molti anni: ho scelto una stella e l'ho fissata Era luminosa. Più delle altre e mi è sembrato che si muovesse. Poi mi sono ricordato che lo facevo anche da bambino. Allora, però, non sapevo cosa fossero davvero le stelle cadenti.  Tutti le chiamavano stelle cadenti, perciò pensavo fossero stelle.  Durante le notti d'agosto ne sceglievo una particolarmente bella, la fissavo e speravo che cadesse. Non volevo vedere una qualunque stella cadente. Volevo che cadesse ...

Verso il Salone del Libro 2026 (atto I)

 In questa nuova serie racconterò quello che di solito resta fuori dalle foto e dai post.

Le sensazioni.
I pensieri.
Le paure.
Le aspettative.

Tutto quello che succede prima, durante e dopo il Salone del Libro di Torino 2026.

Non sarà solo un racconto di eventi, ma di momenti.
Di ciò che si vede… e di ciò che si sente.

Perché a volte il viaggio più interessante non è quello che fai, ma quello che ti succede mentre lo vivi.

Hotel prenotato.
Volo prenotato.

Ora non ci sono più scuse.

Adesso inizia la parte interessante: tra call, organizzazione tavoli e gruppi WhatsApp, ci stiamo preparando alla grande.

Tra poco si entra nel vivo.
Non solo per esserci, ma per capire, osservare, parlare, ascoltare.

Porterò con me storie, idee… e qualche curiosità.
Di quelle che non trovi scritte nei libri.

Vediamo cosa succede.

Dalla serie Momo e Bea (che potete trovare nei miei canali Instagram e  TikTok) ho preso in prestito Momo, che mi farà da assistente in questa avventura.

Lui è già pronto.
Io… quasi.



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 Benvenuto! Ci sono parole che non cercano pubblico, ma ascolto.   Ci sono storie che non iniziano con un incipit, ma con un respiro.   Questo blog nasce così: come uno spazio sospeso tra il detto e il non detto, tra il bisogno di scrivere e il silenzio che accompagna ogni parola. Mi chiamo Francesco Aurilio, ma qui non è il nome a contare.   È il viaggio.   Quello dello scrittore che annota, cancella, riscrive.   Quello del poeta che non cerca rime, ma verità.   Quello del lettore che si perde, e forse si ritrova. In questi diari troverete versi, frammenti, riflessioni.   A volte saranno bozzetti, altre volte confessioni.   Non prometto coerenza, ma presenza.   Non offro risposte, ma domande. Se siete qui, forse anche voi cercate qualcosa.   Una voce, un’ombra, un varco.   Benvenuti.   "È il tempo che hai perduto per la tua rosa che ha reso la tua rosa così importante...