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Le stelle che cadono non si fanno male

Si dice che quando si fissa una stella, essa si muova. È vero o almeno così mi è sembrato. La notte tra il 12 e il 13 agosto ho abbracciato il cielo, dopo tanto tempo. Lontano dalla città e dalle sue luci, mi sono disteso su una sdraio, come fosse un lettino. Gli occhi alla ricerca della prossima stella cadente e un paio di desideri sempre accesi, pronti per essere spesi. Ogni tanto una scia attraversava il cielo. Rapida. Il tempo di accorgermene e si era già spenta. Così ho cominciato a fare una cosa che non facevo da molti anni: ho scelto una stella e l'ho fissata Era luminosa. Più delle altre e mi è sembrato che si muovesse. Poi mi sono ricordato che lo facevo anche da bambino. Allora, però, non sapevo cosa fossero davvero le stelle cadenti.  Tutti le chiamavano stelle cadenti, perciò pensavo fossero stelle.  Durante le notti d'agosto ne sceglievo una particolarmente bella, la fissavo e speravo che cadesse. Non volevo vedere una qualunque stella cadente. Volevo che cadesse ...

Le stelle che cadono non si fanno male

Si dice che quando si fissa una stella, essa si muova. È vero o almeno così mi è sembrato.

La notte tra il 12 e il 13 agosto ho abbracciato il cielo, dopo tanto tempo.

Lontano dalla città e dalle sue luci, mi sono disteso su una sdraio, come fosse un lettino. Gli occhi alla ricerca della prossima stella cadente e un paio di desideri sempre accesi, pronti per essere spesi.

Ogni tanto una scia attraversava il cielo. Rapida. Il tempo di accorgermene e si era già spenta. Così ho cominciato a fare una cosa che non facevo da molti anni: ho scelto una stella e l'ho fissata Era luminosa. Più delle altre e mi è sembrato che si muovesse.

Poi mi sono ricordato che lo facevo anche da bambino. Allora, però, non sapevo cosa fossero davvero le stelle cadenti. 

Tutti le chiamavano stelle cadenti, perciò pensavo fossero stelle. 

Durante le notti d'agosto ne sceglievo una particolarmente bella, la fissavo e speravo che cadesse.

Non volevo vedere una qualunque stella cadente. Volevo che cadesse proprio quella. Non conoscevo meteore, frammenti di roccia, atmosfera. Non sapevo che ciò che aspettavo non sarebbe mai accaduto. Eppure aspettavo.

Quella notte, molti anni dopo, mi sono ritrovato a fare quasi la stessa cosa. Solo che adesso so che quella stella non cadrà dal cielo per regalarmi il tempo di esprimere un desiderio.

Mentre la fissavo e mi sembrava che si muovesse, ho pensato che forse da bambino non avevo completamente torto.

O cade o si muove e senza pensarci troppo, sono vere entrambe le cose. Perché nulla lassù è davvero fermo.

Si muove la Terra sulla quale sono disteso. Si muove attorno al Sole. Il Sole attraversa la galassia. Le stelle percorrono distanze che facciamo fatica persino a immaginare.

Tutto si muove. Tutto sta andando da qualche parte. Persino noi.

Forse è questo che da bambini non sappiamo spiegare e che da adulti impariamo a complicare. Poi ho guardato ancora quella stella e mi è venuto da pensare:

Sai, forse quella stella è già caduta. Si è spenta molti anni fa.

Non so quale fosse la stella che fissavo da bambino. Non saprei ritrovarla. Probabilmente è ancora lì. Oppure no.

Ma c'è qualcosa di straordinario nel cielo: quando lo guardiamo, non vediamo mai davvero il presente.

La luce ha bisogno di tempo per raggiungerci.

Alcune delle stelle che osserviamo ci appaiono come erano anni fa. Altre come erano centinaia o migliaia di anni fa. Guardare il cielo significa, letteralmente, guardare indietro nel tempo.

E allora ho pensato a quanto sia strano affidare un desiderio a una stella.

Un desiderio appartiene al futuro. La luce a cui lo affidiamo appartiene al passato.

Noi siamo nel mezzo.

Forse facciamo continuamente qualcosa di simile anche senza alzare gli occhi al cielo.

Torniamo nei luoghi in cui siamo stati. Ripensiamo alle persone che abbiamo conosciuto. A ciò che avremmo potuto dire. Alle strade prese e a quelle lasciate andare. Cerchiamo dentro vecchie versioni di noi qualcosa che possa indicarci dove andare.

Non necessariamente perché desideriamo tornare indietro. Forse perché speriamo che ciò che è stato abbia ancora qualcosa da raccontarci su ciò che sarà.

A volte cerchiamo il futuro nel passato delle cose.

Quella notte sono rimasto ancora un po' sulla sdraio. Non ho più cercato di capire se la stella si muovesse davvero. L'ho semplicemente guardata.

Da bambino avrei aspettato che cadesse. Adesso so che non cadrà e per qualche ragione, avevo ancora un paio di desideri accesi.

Mi è sembrata una ragione sufficiente per continuare a guardare il cielo.



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