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Il lettore guarda sempre la mano sbagliata?

Qualche giorno fa mi trovavo disteso sul mio SUP, lasciandomi cullare dal mare. Sopra di me, tre nuvole scorrevano nel cielo come se si rincorressero. Una raggiungeva l'altra, per un istante si confondevano, poi tornavano a separarsi. Si allungavano, si sovrapponevano, cambiavano forma. Sembravano carte nelle mani di un prestigiatore. Le mescolava il vento. Le guardavo cercando di seguirne i movimenti, quasi volessi capire quale sarebbe finita davanti, quale sarebbe scomparsa dietro le altre, quale forma avrebbero assunto un istante dopo. Poi ho pensato alla scrittura. Forse un narratore dovrebbe saper fare esattamente questo. Prendere gli elementi di una storia, mostrarli al lettore, mescolarli davanti ai suoi occhi e lasciargli credere, per un momento, di aver capito il trucco. Perché il prestigiatore non vince quando nasconde una carta ma quando ti convince di sapere dove si trova. Il lettore non legge soltanto. Prevede. Quando leggiamo una storia, facciamo qualcosa di molto più...

XVII Premio Internazionale Navarro

Ogni poesia nasce da una domanda. Poi diventa sensazione. Infine emozione. Alcune restano dentro di noi. Altre trovano voce. “Un giorno la Poesia salverà il Mondo” nasce da questo viaggio: da ciò che abita l’interiorità dell’uomo fino all’immensità del cosmo. Un percorso che mi ha portato a ricevere un riconoscimento che porterò con gratitudine: il 2° Premio ex aequo – Silloge Inedita al XVII Premio Internazionale Navarro , assegnato lo scorso 22 maggio a Sambuca di Sicilia. Ricordo bene quel viaggio in auto. La consapevolezza di essere tra i finalisti era già un’emozione intensa. Poi l’attesa. I nomi annunciati. E infine il mio. Secondo classificato. Un momento che custodirò a lungo. Non come un traguardo, ma come una tappa. Una conferma silenziosa che il percorso intrapreso merita di essere continuato. Da oggi questo libro è online. E, in qualche modo, non appartiene più soltanto a me. Se queste poesie sapranno raggiungere qualcuno, accendere una domanda o lasciare un’emozione, allor...

Torino, il Salone del Libro e quel terremoto emotivo che non avevo previsto

Ci sono luoghi che non ti visitano soltanto. Ti attraversano . Pensavo che il Salone Internazionale del Libro di Torino sarebbe stato questo: una bella esperienza, qualche incontro interessante, libri, corridoi affollati, foto, sorrisi, stanchezza. Mi sbagliavo. Perché a volte accade qualcosa che non avevi programmato. Qualcosa che non entra in agenda. Qualcosa che non si lascia spiegare con la logica. Un terremoto emotivo . Torino ha fatto la sua parte. Una città elegante, sospesa tra storia e movimento, capace di farti sentire contemporaneamente piccolo e pieno di possibilità. Poi è arrivato il Salone e lì qualcosa si è spostato. Non parlo solo dell’emozione di vedere i miei libri tra migliaia di altri titoli. Quello sarebbe già bastato. Parlo di quella sensazione strana che si prova quando il mondo esterno sembra sincronizzarsi con qualcosa che avevi dentro da tempo. Come se una parte della tua identità creativa , rimasta finora in una stanza privata, avesse deciso improvvisamente d...

Al di là del mare

Torino. Cena tra amici. Sul tavolo, dolci di pasta di mandorle arrivati da Palermo. Sapori di casa, condivisi con chi casa la vive da lontano. Una giovane cameriera osserva incuriosita. Mia moglie, con un gesto spontaneo, decide di offrirgliene uno. “Lo conosco,” dice. “Sono siciliana.” “Di dove?” le chiedo. “Portopalo di Capo Passero.” Ci sono nomi che non sono semplici luoghi. Sono chiavi. In quell’istante mi si sono illuminati gli occhi. Perché in quel luogo, nell’estate del 2010, ho lasciato un pezzo di cuore. Tra Siracusa e Ragusa, durante un viaggio che ancora oggi porto dentro, arrivai fino all’isola di Capo Passero. E proprio poche ore dopo scrissi Al di là del mare . La poesia più lunga che abbia mai scritto. A volte crediamo di incontrare persone. In realtà incontriamo ricordi e forse certi ricordi tornano quando è il momento giusto. Poco tempo fa ho deciso di dare voce a quella poesia. Forse non è stato un caso. Ascoltala  in silenzio.

Salto2026 Ci siamo!

Dopo mesi di idee, parole, revisioni, dubbi, attese e preparativi… eccomi qui. Al Salone Internazionale del Libro di Torino. Ci sono luoghi che non sono semplici eventi. Sono punti di incontro tra sogni, storie e possibilità. Camminare qui dentro ha un effetto particolare: ti ricorda perché hai iniziato a scrivere. Per raccontare. Per lasciare domande. Per creare connessioni. Quest’anno porto con me Fischio d’inizio e È solo questione di Algoritmo? Due libri diversi. Due percorsi. Una stessa voglia di dialogare con chi si fermerà. E adesso si parte davvero. Se siete al Salone, scrivetemi.

Verso il Salone del Libro 2026 (atto III)

Manca un giorno. Siamo agli sgoccioli. Le valigie si riempiono di cose. La testa di pensieri. Il futuro di sogni. C’è sempre qualcosa che sembra mancare all’ultimo momento. Un caricatore dimenticato. Una camicia da piegare. Un libro da sistemare meglio. Un dubbio che arriva puntuale, senza invito. Hai fatto tutto? Basterà? Piacerà? Qualcuno si fermerà davvero? Poi ti fermi un istante e realizzi che certi viaggi iniziano molto prima della partenza. Cominciano davanti a una pagina bianca. In una notte in cui un’idea decide di non lasciarti dormire. In tutte quelle volte in cui hai pensato “forse questa storia merita di esistere.” Domani partirò per il Salone Internazionale del Libro di Torino. Un luogo che, per chi ama scrivere e leggere, non è semplicemente una fiera. È una dimensione parallela fatta di carta, parole, incontri, voci, attese e possibilità. Quest’anno ci sarò con due libri profondamente diversi ma legati dallo stesso filo invisibile. "Fischio d’inizio", che parl...

Salone Internazionale del Libro di Torino 2026

                                                    SalTo 2026 📚 14-18 maggio.  Ci saremo! Fischio d’inizio  e   È solo questione di Algoritmo? 📚 Al Salone del Libro di Torino 2026 ci sarò io, e ci saranno loro. Due titoli. Ma in realtà, Francesco, al Salone porterà due facce della stessa domanda. Da una parte Fischio d'inizio : il rapporto umano. La crescita. I genitori. Le aspettative. Il modo in cui un sogno può essere sostenuto… o schiacciato. Dall’altra È solo questione di Algoritmo? : la pressione invisibile del presente. Le dinamiche che ci manipolano. La perdita di consapevolezza. Il rischio di diventare automatici. E la cosa interessante è che questi libri, apparentemente lontani, in realtà dialogano tra loro. Perché nel primo chiedi: “Stiamo ascoltando davvero i nostri figli?” Nel secondo: “Stiamo ascoltando davvero no...

Verso il Salone del libro di Torino 2026 (atto II)

Il Salone si avvicina. Sembra una frase semplice, quasi banale e invece dentro c’è movimento. Attesa. Un leggero disordine. Ordinato il ritiro del corriere. Ho preparato il pacco. Dentro non ci sono solo libri. Ci sono ore di silenzio. Dubbi. Ripensamenti. Frasi cancellate e poi riscritte. C’è tutto quello che non si vede quando sfogli una pagina. Li ho presi uno alla volta. Li ho sistemati con cura e poi ho chiuso il pacco. Un gesto semplice eppure, in quel momento, ho capito una cosa. I libri partiranno prima di me. Arriveranno a Torino. Si faranno vedere. Io arriverò dopo e li troverò già li, pronti per essere visti. Sfogliati. Il Salone si avvicina e qualcosa è già partito.

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Riflessione di un venerdì notte, ore 00.40

  Rendere grande il nome  è brillare come le stelle,  di luce propria,  ma senza abbaglio.   Perchè la vera grandezza non si impone, si rivela. E chi la incontra la riconosce, senza bisogno di spiegazioni.   Essere grandi non è imporsi, ma lasciare che la propria presenza parli per sé. Come una stella che brilla senza abbagliare, ma che chi guarda il cielo non può fare a meno di notare. La vera luce non ha bisogno di riflettori. È quella che nasce da dentro, che illumina il cammino senza accecare chi lo percorre accanto. È una luce che guida, non che domina. Chi brilla di luce propria lo fa con consapevolezza, con misura, con rispetto per lo spazio altrui. Essere grandi, allora, è un esercizio di equilibrio: tra presenza e umiltà, tra forza e gentilezza. È il coraggio di essere sé stessi senza travestimenti, senza clamore. È la capacità di lasciare che siano gli altri a riconoscere il valore, senza bisogno di proclamarlo. In fondo, le stelle più belle sono ...
 Benvenuto! Ci sono parole che non cercano pubblico, ma ascolto.   Ci sono storie che non iniziano con un incipit, ma con un respiro.   Questo blog nasce così: come uno spazio sospeso tra il detto e il non detto, tra il bisogno di scrivere e il silenzio che accompagna ogni parola. Mi chiamo Francesco Aurilio, ma qui non è il nome a contare.   È il viaggio.   Quello dello scrittore che annota, cancella, riscrive.   Quello del poeta che non cerca rime, ma verità.   Quello del lettore che si perde, e forse si ritrova. In questi diari troverete versi, frammenti, riflessioni.   A volte saranno bozzetti, altre volte confessioni.   Non prometto coerenza, ma presenza.   Non offro risposte, ma domande. Se siete qui, forse anche voi cercate qualcosa.   Una voce, un’ombra, un varco.   Benvenuti.   "È il tempo che hai perduto per la tua rosa che ha reso la tua rosa così importante...